Scuola, premier Giuseppe Conte: 'Rispettate gli insegnanti'

Partigiani della Scuola Pubblica sono rimasti in trepidante attesa in questi mesi, rispetto alla formazione del nuovo Governo e alle novità che necessariamente avrebbe portato.
Ancora più atteso è stato il discorso del nuovo premier, professor Conte, il quale quasi ci ha convinti della bontà delle linee programmatiche, sciorinate con una disinvoltura a dir poco persuasiva .
Il premier però si sarà distratto ed ha “dimenticato” un qualsiasi riferimento, pure minimo, alla Scuola. Sarà stata una distrazione, una voluta dimenticanza la sua oppure un vero e proprio disinteressamento?
Alla domanda, che si sono posti in tanti, sicuramente tutti quelli che hanno contribuito con il proprio voto all’affermazione di due identità politiche che pare vogliano rappresentare il “nuovo”, è stata data una risposta chiara.

Premier Conte ‘distratto’, il ministro Bussetti ha definito la Legge 107 un’ottima legge

Il neo ministro Bussetti ha dichiarato la Legge 107 “un’ottima legge” e lo stesso addirittura condivide l’alternanza scuola lavoro, secondo i dettami della Buona Scuola, considerandola quasi una necessità da implementare e da rendere strutturale finanche per i classici.
In effetti rileggendo le linee programmatiche della Lega si potrà notare l’importanza che viene affidata alla formazione pratica realizzata a scuola, in modo che si possa garantire a ciascun alunno un avviamento immediato al lavoro.
Nello stesso programma risalta una figura di “docente responsabile”, che a dir poco ci impressiona, quale riferimento per alunni e colleghi, ma ci piace pensare, senza pregiudizio, che si tratti di un primus inter pares e non di un ennesimo capò.
Il Presidente del Consiglio, dopo l’iniziale “svista” riguardante la scuola, recupera e afferma addirittura che loro non sono lì per stravolgere la Buona Scuola… Ma non dovevano sostituirla con una Riforma che restituisse dignità alla Scuola?

Potrebbe interessarti:  Scuola, Legge di Bilancio 2019: ecco tutte le priorità, infanzia e Sud col circoletto rosso

In che cosa il neo Governo rappresenta il ‘nuovo’, il ‘cambiamento’?

E allora ci chiediamo in cosa ed in quale intervento questo Governo rappresenti il “nuovo”. Ricordiamo le promesse elettorali del Movimento 5Stelle, che parlava di “smantellamento” della legge 107 e della riforma del sostegno.
E ricordiamo le promesse della Lega che riconosceva i limiti della chiamata diretta ed accennava a dei correttivi, oltre a suggerire un “domicilio professionale” che ancora non abbiamo ben compreso se vada considerato come una nuova forma di esilio o l’agognato ritorno a casa per tanti docenti immobilizzati lontani dai loro affetti.
E poi considerare, come sostiene la Lega, le scuole paritarie e parentali “un imprescindibile presidio sussidiario della formazione” davvero ci costringe ravvisare uno strappo alla Costituzione, che proprio non sembra mostrare ambiguità rispetto all’argomento, lì non si legge infatti che lo Stato deve “foraggiare” la formazione privata attraverso un “buono scuola” dato alle famiglie che vedranno così garantito il “pluralismo educativo” a cui inneggiano.
Lo Stato attribuisce libertà di formazione, identificando la propria in quella che si riceve nelle scuole pubbliche. Speriamo davvero nel “nuovo” che il neo Governo dovrebbe già ravvisare nei voti ricevuti dagli insegnanti dai diversi partiti e coalizioni politiche, docenti che non hanno tollerato l’ennesimo attacco alla scuola e alla loro già bistrattata professionalità. Si spera, quindi, in una posizione di netta frattura con la legge detta Buona Scuola e con il famigerato vecchio DDL Aprea di cui in parte è figlia.
Segue lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al neo Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti.