Scuola: meno spostamenti e più cattedre, i piani a confronto in Parlamento

Sulla scuola Lega e M5S mettono in campo ognuno le proprie ricette. Se ne parla in un articolo de Il Fatto Quotidiano in cui il sottotitolo, Programmi – I partiti e l’Istruzione: Pittoni (Lega) e Azzolina (M5s), descrive la vision che le due formazioni politiche del neo governo Conte hanno per rilanciare l’istruzione nel nostro Paese.

Lucia Azzolina

Alla Camera è la neo-deputata Lucia Azzolina a spiegarci la scuola del Cinque Stelle. Ha costruito buona parte del suo impegno politico sui temi della scuola, ha una doppia laurea – filosofia e giurisprudenza – ed è stata insegnante. Si è poi specializzata in diritto della scuola. “Si parla spesso degli insegnanti, ma ci si dimentica degli studenti – spiega – che vanno rimessi al centro. La scuola non deve essere cannoneggiata da tagli e risparmio coatto”. Abrogare e modificare molti commi della Buona Scuola e eliminare le classi pollaio sono punti di partenza. “Significherebbe pensare a una didattica personalizzata incentrata sulle inclinazioni di ogni studente”. Anche per sconfiggere la dispersione scolastica. “La conseguente creazione di più cattedre sarebbe parte del precariato rendendo la vita dei docenti più serena e riavvicinandolì alle famiglie”. E, ancora, interventi sull’edilizia scolastica e il ripristino del tempo pieno e delle compresenze nella primaria.

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Mario Pittoni

Così si esprime l’articolo del Fatto sul responsabile federale istruzione della Lega Nord senatore Mario Pittoni. Non di solo governo vive la scuola. In Parlamento il nome per la lega è ormai noto a tutti gli addetti ai lavori: Mario Pittoni è un Senatore, da un decennio responsabile della scuola per il Carroccio. E’ vicinissimo al ministro, indicato come uno dei sottosegretari. Nelle ultime ore – dopo il caos generato dalle ipotesi sui diplomati magistrali – si è rifugiato nella stessa riservatezza del ministro Bussetti. Oltre alla questione della soluzione urgente necessaria per i diplomati magistrali, il pezzo si sofferma su quello che viene definito “sul fronte leghista, il primo problema della scuola italiana”, vale a dire “gli spostamenti. Dal 2009 hanno in serbo la proposta dei concorsi gestiti a livello regionale, sostituendo il principio di idoneità con una graduatoria a scorrimento. L’idea è creare un meccanismo federale e stabilire il proprio domicilio professionale nella regione scelta per la partecipazione.”
Fonte: Il Fatto Quotidiano