libri gratis o maggiori servizi scolastici?

La Scuola è finita ma il pensiero è già rivolto al prossimo anno scolastico. La proposta che arriva dal Comune di Savona, e rivolta ai genitori dei bambini di scuola primaria, è stata quella di scegliere se godere del sussidio gratuito per i libri scolastici o se rinunciarvi in favore di migliori servizi scolastici. Vediamo meglio di cosa si tratta.

La lettera ai genitori

La richiesta è partita dall’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Savona, Ileana Romagnoli. È stata fatta avere ai genitori di tutti i bimbi frequentanti la scuola primaria, una lettera contenente una dichiarazione volontaria, che gli stessi potranno firmare con la possibilità di scegliere se destinare la cifra del sussidio gratuito per l’acquisto dei libri scolastici ad altri beni scolastici, o comunque per migliorare i servizi scolastici stessi. Stiamo parlando di una cifra che si aggira sui 33€ circa per bambino. L’assessore ha anche sottolineato come l’intera spesa (circa 80mila euro per anno scolastico) è interamente a carico del comune, non godendo di alcun contributo statale. Dunque, il senso della sua proposta, sta nell’utilizzare i soldi eventualmente non rivolti ai libri scolastici in altri aspetti comunque inerenti all’ambito scolastico. I genitori hanno tempo fino al 12 giugno per decidere.

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Le reazioni

A questa idea è seguita la reazione dei vari sindacati, che invitano i genitori a non accettare questa proposta e di usufruire della cedola gratuita per i libri scolastici. Non è stata però l’unica reazione. Anche il partito di Rifondazione Comunista si è mostrato contrariato a questa proposta. È stata rilasciata infatti una nota rivolta al Comune di Savona e firmata da Fabrizio Ferraro (segretario provinciale Rifondazione Comunista), Marco Ravera (consigliere comunale “Rete a Sinistra –  Savona che vorrei”) e Alberto Sguerso (segretario PRC circolo “Silvia Poggi”). In questa nota si legge:” Attaccare il settore sociale tagli dopo tagli per poi chiedere alla cittadinanza di rinunciare a diritti e servizi che un ente istituzionale ha il dovere di fornire, è già di partenza una sconfitta culturale”. Viene inoltre aggiunto un invito alle famiglie savonesi:” Invitiamo i cittadini savonesi a ricordare che i diritti sono appunto diritti, non gentili concessioni offerte da una mano compassionevole. Siamo fiduciosi nel buon senso delle famiglie che abitano la nostra città, accettare una simile logica significa mettere in discussione diritti fondamentali come quello allo studio, una strada che possiamo solo considerare pericolosa”. La scelta alla fine spetterà in ogni caso ai genitori “coinvolti” ,che valuteranno la decisione più appropriata.