I diplomati magistrali incontrano i politici

Diplomati magistrali all’azione il giorno dopo l’estensione in Parlamento della proposta della Malpezzi. Qualsiasi soluzione che comprenda una selezione dei docenti va respinta senza se e senza ma. In tutta la penisola si moltiplicano le contestazioni verso quella politica che per vent’anni ha prodotto continue ed ingiuste discriminazioni. Soltanto 5 giorni fa una delegazione di maestre veronesi, accompagnate dall’ avvocato Valentina Piraino, aveva incontrato in Senato la senatrice del M5s Bianca Laura Granato e il senatore Pittoni della Lega.

Altri incontri

La settimana appena conclusa ha visto svolgersi venerdì scorso un altro evento organizzato dai diplomati magistrali. A Piazza Montecitorio è stato allestito un presidio al quale hanno partecipato diversi docenti. Sono state tre ore animate dai consueti canti e slogan inneggianti alla salvaguardia della categoria. I presenti hanno avuto modo anche di incontrare alcuni esponenti parlamentari ai quale sono state esposte le ragioni dei docenti precari. Questi si sono fatti carico di rendersi portavoce delle richieste, garantendo lo svolgimento di altri incontri con altri deputati.

Incontro del 20 giugno

La situazione non è di facile risoluzione in quanto, qualsiasi opzione si prenda in considerazione, si rischia di scatenare contenziosi senza fine per una o altra categoria di docenti. DM, SFP e docenti storiche delle GAE hanno un percorso diversificato ma un identico diritto, la stabilizzazione. Per questo motivo è stato deciso di organizzare un altro incontro che avrà luogo mercoledì mattina 20 giugno dalle 10 alle 13. La location non è stata precisata ma è presumibile che sia la stessa di quella scelta venerdì 15. La partecipazione di tutti gli interessati, per avere chiaro quali sono le proposte del governo e di altre forze politiche in merito alla questione, viene particolarmente raccomandata per la circostanza descritta.

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L’obiettivo

Il decreto legislativo che verrà scelto dovrà tenere in considerazione le 8 sentenze passate in giudicato per non ingenerare nuovamente quella stessa discriminazione che fu messa in atto dalla politica 19 anni orsono, con l’esclusione dei diplomati magistrali non soltanto dalle Gae, ma persino dalla seconda fascia delle graduatorie di istituto, in virtù del mancato riconoscimento del valore abilitante in seno al diploma magistrale.