Scuola: esami di stato necessari o spreco di denaro pubblico?
Scuola: esami di stato necessari o spreco di denaro pubblico?

Gli esami di stato sono necessari o sono solamente uno spreco di danaro pubblico? Arriva in redazione la lettera di una insegnante che preferisce rimanere anonima. Il tema è relativo agli esami di maturità. Vediamo come la docente ritiene debbano essere strutturati e come si può risparmiare danaro pubblico migliorando i criteri di valutazione degli studenti. Prese in considerazione, anche tematiche relative ai presidenti di commissione e ai ‘diplomifici’.

La lettera sugli esami di stato e sullo spreco di danaro pubblico

“Non ha più senso costituire delle commissioni per gli esami di stato, se alla fine il voto che viene dato agli studenti è il risultato dell’andamento didattico del triennio, dalle prove scritte e dalla valutazione dell’esposizione orale. Visto che di solito i discenti timidi rendono meno, invece, i discenti che hanno dimostrato svogliatezza durante il quinquennio alla fine fanno esami brillanti, sarebbe opportuno se si eliminassero gli esami di stato, soprattutto perché è solo uno spreco di danaro pubblico, visto che i presidenti di commissione, che di solito sono dei dirigenti scolastici, percepiscono un compenso oltre il normale stipendio incassano un ulteriore retribuzione solo perché da una scuola passano ad un’altra mettere firme ed i membri interni ed esterni, dopo un anno pesante di lezioni, passano le giornate a soffrire il caldo estivo insieme ai discenti solo per far svolgere ulteriori compiti in classe ed interrogazioni ai diplomandi, come se durante l’anno non avessero fatto nulla. Il compenso di questi ultimi non non copre minimamente le fatiche e il sudore versato, quindi, per non impoverire le casse dello stato, sarebbe molto meglio valutare gli studenti direttamente durante lo scrutinio di giugno alla loro presenza facendogli consegnare e discutere la tesina e il voto finale verrebbe calcolato anche in base al risultato della media dei voti del triennio. Per quanto riguarda i ‘diplomifici’, la commissione dovrebbe essere nominata dal MIUR e per quanto riguarda i candidati privatisti e gli studenti delle scuole private e legalmente riconosciute, sarebbe opportuno che sostenessero gli esami su tutte le materie e i docenti fossero delle scuole private o legalmente riconosciute, mentre il presidente di commissione dovrebbe essere nominato dal MIUR e non retribuito poiché svolge il suo lavoro in un’altra scuola invece che nella propria sede di servizio ”.

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