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Sull’algoritmo del MIUR arriva un’altra sentenza contraria al Ministero. La notizia ci perviene direttamente dall’Avv. Antimo Buonamano che ha patrocinato il relativo ricorso.
Con sentenza n. 5033/2018 pubblicata nei giorni scorsi il Giudice del Lavoro di Roma, ha accolto il ricorso di una docente di scuola primaria di Mondragone che, aveva chiesto di essere trasferita come prima opzione in una scuola dell’ambito della provincia di Caserta.

Algoritmo Miur, Tribunale accoglie ricorso di una docente di scuola primaria

La docente aveva partecipato alla fase B dei trasferimenti, riservata agli assunti entro il 2014/15, ma non aveva ottenuto nessuna delle scuole indicate nel primo ambito scelto, venendo destinata a una scuola dell’ambito della provincia di Roma, con individuazione mediante contratto triennale con il dirigente scolastico.
Anche in questo caso l’algoritmo del MIUR avrebbe mostrato però le sue disfunzionalità, in quanto non ha tenuto conto della successione delle fasi dei trasferimenti.
Nell’ambito scelto in primis dall’insegnante sono approdate ben 4 docenti della fase C, ossia della fase riservata ai docenti immessi in ruolo nell’anno scolastico 2015-2016 in seguito all’attuazione del piano straordinario assunzionale.
In altre parole, l’errore del programma che ha gestito i trasferimenti consiste nell’aver omesso l’assegnazione di una scuola a una docente che aveva un diritto di precedenza, sul primo ambito scelto, rispetto ai colleghi che partecipavano a una fase di mobilità successiva.
La docente si è rivolta allo studio legale BFI (Buonamano-Fusco-Izzo) di Cellole che hanno presentato un ricorso per denunciare il «macroscopico errore» nella sequenza dei trasferimenti effettuati, a causa del mancato rispetto delle fasi.
Il giudice del lavoro del Tribunale Capitolino ha accolto la tesi difensiva motivando che: “Non è in linea pertanto con quanto detto la circostanza che presso ambiti territoriali richiesti dalla ricorrente come 1^ e 2^ preferenza, su posto comune, sia stata destinata altra docente, partecipante alla stessa fase B della mobilità ma con un punteggio inferiore a quello della ricorrente ed in assenza di titoli di precedenza.L’operato del Miur sfugge a qualsivoglia spiegazione, non evincendosi dalla disciplina esaminata un criterio di assegnazione alternativo (e prevalente) rispetto a quello indicato (e cioè, a quello del più alto punteggio)”.
Il tribunale accogliendo la tesi ha così ordinato al Miur di assegnare definitivamente la ricorrente presso un istituto scolastico ricompreso nell’ambito territoriale Campania 0011 su posto comune.
Grande soddisfazione anche per la docente mondragonese che dopo 10 oltre anni di pendolarismo è riuscita a ritornare nel suo Comune di residenza, ponendo fine all’estenuante stress nascente dall’essere “costretta” ai continui spostamenti solo per adempiere al proprio dovere morale e professionale.
Sulla scuola e sull’algoritmo del MIUR è pioggia di respingimenti dei tribunali del Lavoro con la recentissima sentenza del Tribunale di Roma che dà torto al Ministero.

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