Foto di fine anno con alunni di spalle
Foto di fine anno con alunni di spalle. Necessario leggere e analizzare le "carte che contano"

Foto di fine anno con alunni di spalle, ha fatto notizia l’insolita iniziativa. Se ci fermiamo alla notizia rischiamo di restare prigionieri  di un manicheismo ( i buoni da una parte, i cattivi dall’altra) inconcludente. Cerchiamo di “salire”, analizzando la vicenda.

Il fatto lascia sconcertati, ma…

Foto di fine anno con alunni di spalle. Come sempre partiamo dal raccontare la vicenda. “In Friuli Venezia Giulia e precisamente nel paese di Grado, la dirigente scolastica di una scuola elementare ha deciso che la foto ricordo degli alunni andasse fatto con i bambini girati di schiena, a tutela della privacy.
E difatti, la dirigente scolastica non avrebbe ritenuto sufficiente la liberatoria firmata a inizio anno da ciascuna famiglia con la quale si autorizza a riprendere i minori all’interno dell’Istituto scolastico, ma avrebbe richiesto ulteriori deleghe in assenza delle quali non ha autorizzato la foto di classe.”
Letta così la notizia sembra colpevolizzare la Dirigente Scolastica. Atteggiamento  ben espresso dal quotidiano “Libero” (10.06.18)

andiamo in profondità, prendendo in considerazione le carte che contano

Proviamo ad analizzare la vicenda, liberandoci dall’emotività e dalle reazioni estemporanee, quasi sempre prive della razionalità giuridica.
Si legge nell’articolo citato “la dirigente scolastica non avrebbe ritenuto sufficiente la liberatoria firmata a inizio anno da ciascuna famiglia con la quale si autorizza a riprendere i minori all’ interno dell’Istituto scolastico”. Per confermare questo passaggio occorrerebbe leggere la liberatoria”. Rispondiamo con i documenti che contano. Mi riferisco al testo del Garante della Privacy, consegnato alle scuole nell’ottobre del 2016, al Nuovo regolamento europeo per la protezione dei dati (2016)  e a una prima guida firmata dal Garante della privacy ( febbraio 2018).

Dalla lettura non ci sono gli estremi di violazione della privacy

Al momento manca qualunque indicazione da parte del Miur sull’applicazione del GDPR (Nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati), come confermato dall’ avv. Barone ( 1 giugno 2018). E’ un problema! In assenza, comunque, di queste indicazioni, possiamo solo riferirci all’elemento ricorrente nei tre documenti: il consenso esplicito da parte di chi esercita la funzione genitoriale alla pubblicazione  dei dati personali (=foto o ripresa video). La suddetta  pubblicizzazione  nel caso della foto di fine anno effettuata da un fotografo è praticamente nulla,rientrando quest’ultima nell’uso familiare o amicale e non alla loro diffusione.

La conferma esplicita dal garante della Privacy

Si legge nel documento “La scuola a prova di privacy” che affronta una situazione simile: “Non violano la privacy le riprese video e le fotografie raccolte dai genitori durante le recite, le gite e i saggi
scolastici. Le immagini, in questi casi, sono raccolte per fini personali e destinate a un ambito familiare o amicale e non alla diffusione. Va però prestata particolare attenzione alla eventuale pubblicazione delle medesime immagini su Internet, e sui social network in particolare.
In caso di comunicazione sistematica o diffusione diventa infatti necessario, di regola, ottenere il consenso informato delle persone presenti nelle fotografie e nei video.”
Pertanto non è richiesta alcuna liberatoria in questi casi, ma semplicemente una dichiarazione di dissenso esplicito. Ovviamente nei casi in cui non si intende avere il proprio figlio fotografato (v. articolo). 

 

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