Tribunale di Napoli dichiara illegittima la mobilità docenti

Gli insegnanti che prestano assistenza a parenti portatori di handicap avranno diritto alla precedenza assoluta nelle operazioni di mobilità. Lo ha stabilito un’ordinanza del tribunale del lavoro di Napoli. Una decisione storica che potrebbe stravolgere tutto il meccanismo della mobilità.
L’ordinanza è di questi giorni fa riferimento al ricorso proposto da una docente napoletana . L’insegnante immessa in ruolo a Milano con la Buona Scuola (fase C), in occasione delle operazioni per l’a.s. 2016/2017, aveva richiesto il riconoscimento della precedenza assoluta ai sensi della legge 104/92, dovendo prestare assistenza a un familiare. La docente, pur indicando la precedenza in sede di mobilità non le veniva concesso tale diritto. Vista tale discriminazione si è dovuta rivolgere allo Studio Legale BFI degli avv.ti Buonamano-Fusco -Izzo i quali grazie a un dettagliato e preciso ricorso hanno sollevato la questione all’attenzione del Tribunale partenopeo.
Il Tribunale di Napoli con una dettagliata ordinanza n. 9446/18, ha così motivato: “Tale previsione si pone però, in contrasto con il precetto di cui all’art.33 L.104/92 che dispone che il lavoratore, dipendente pubblico o privato, che assiste un familiare con handicap con connotazione di gravità “ha diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede”, è noto, poi, che la Cassazione, con orientamento ormai consolidato, esclude che tale beneficio si riferisca solo alla fase di prima scelta della sede lavorativa (cioè all’atto dell’assunzione), estendendola anche alle ipotesi di successivo trasferimento.
Ebbene, la previsione collettiva richiamata introduce un’ ingiustificabile disparità di trattamento tra i docenti che partecipano alla mobilità provinciale e quelli che, come la ricorrente, partecipano alla mobilità interprovinciale in irragionevole contrasto anche con la ratio della L.104/92 che tutela il diritto costituzionalmente garantito dei portatori di handicap a ricevere assistenza. Alla ricorrente va, quindi, riconosciuto il diritto di precedenza di cui all’art.33 L.104/92.
Ma c’è di più, il giudice ha pure dichiarato illegittimo il trasferimento presso la sede di Milano bacchettando il Miur per la mancata applicazione del principio della graduatoria e della meritocrazia, disponendo così il trasferimento presso l’ambito Campania 00022 o, in subordine, 0003, in relazione alla cattedra richiesta.
Un provvedimento che potenzialmente potrebbe mettere in moto una reazione a catena dalle conseguenze inimmaginabili anche per quanto riguarda il contratto nazionale di lavoro in materia di mobilità.
Avv. Antimo Buonamano

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