La voce degli insegnanti

Cari insegnanti, questi mesi non si è fatto altro che parlare delle possibili proposte che andrebbero ad incidere in maniera più o meno significativa sulla scuola e su chi vi lavora. Perché invece non chiedere proprio a voi, gli insegnanti, cosa esattamente sarebbe necessario fare per la scuola? Abbiamo dunque rivolto in alcuni gruppi scolastici di Facebook, un quesito, a cui sono seguite risposte sufficienti a delineare le insoddisfazioni e le aspettative del mondo docente.
La domanda posta è stata la seguente: cosa si aspettano e cosa vogliono gli insegnanti da questo nuovo Ministero dell’Istruzione? Cosa andrebbe fatto nella scuola?
Di seguito abbiamo cercato di raggruppare i vari punti emersi.

La questione degli stipendi

Tra le varie risposte fornite, sta particolarmente a cuore la questione degli stipendi. Ricordiamo che l’attuale contratto del comparto scolastico, che ha previsto la corresponsione dei tanto sospirati arretrati ed aumenti (sebbene inferiori alle aspettative), scadrà a dicembre del corrente anno. E le preoccupazioni, proprio in vista della sua scadenza, crescono. Ciò che gli insegnanti chiedono in sede di rinnovo, è dunque l’adeguamento degli stipendi dei docenti di ogni ordine e grado agli standard europei. Ed esiste una parte di insegnanti che richiede interventi anche sul salario di chi presta servizio presso le scuole private, dove vengono lamentati stipendi ancora più bassi rispetto all’ambito statale.

La formazione, la didattica e il percorso Fit

Un altro aspetto su cui è stata posta l’attenzione è quello della formazione. Gli insegnanti chiedono la possibilità di essere formati in maniera costante, mirata e gratuita. A grande richiesta è emersa anche l’esigenza di un ritorno ai percorsi abilitativi del Tfa e del Pas. Mentre riguardo al nuovo percorso Fit, diffuso è il malcontento, con la richiesta o di una sua abolizione o a una riduzione ad un solo anno, con stipendio dignitoso. E questi argomenti sono anche strettamente connessi alla necessità di poter garantire agli scolari una didattica efficiente, che solo docenti adeguatamente formati e aggiornati possono fornire. Solo così si può avere realmente una scuola di qualità.

I dirigenti

Prevale inoltre la richiesta di una riduzione del potere dei dirigenti scolastici, con un’esplicita manifestazione a che la scuola possa tornare ad essere un’istituzione pienamente democratica, con al centro la sovranità degli organi collegiali. Ma se da un lato si vuole smantellare la figura del dirigente come “padre-padrone”, dall’altro si vorrebbe che i dirigenti potessero dimostrare maggiore rigidità nei confronti di docenti autori di atti violenti verso i propri alunni. Il riferimento è rivolto ai troppi casi riprovevoli di violenza avvenuti in particolare nelle scuole dell’infanzia e negli asili nido. Viene anche avanzata l’ipotesi, a tal proposito, di periodici controlli a sfondo psicologico su tutto il personale scolastico, e quindi su chiunque entri in contatto con gli scolari.

L’importanza del rispetto e della disciplina degli studenti

Durante l’anno scolastico si sono verificati anche episodi di violenza da parte di studenti verso i propri insegnanti. Proprio in merito a ciò, molti docenti sollecitano il ritorno alla disciplina, nonché il ritorno alla bocciatura a seguito di una condotta non esemplare dello studente. Questo viene considerato dal mondo insegnanti un ottimo deterrente.

La meritocrazia

A gran voce, tra le varie risposte, è apparsa la meritocrazia. Il reclutamento degli insegnanti dovrebbe seguire canoni di chiarezza, sistematicità e trasparenza. Questi sono stati gli esatti requisiti indicati come indice di meritocrazia. È stato anche fatto accenno alla periodicità dei concorsi sia per tutti quegli insegnanti in possesso di abilitazione, sia per i non abilitati, in modo da non compiere discriminazioni.

L’edilizia

Un problema che affligge la scuola è quello dell’edilizia. E non poteva dunque essere tralasciato. Purtroppo nell’anno scolastico ormai terminato si è assistito a crolli di intonaci e casi di edifici scolastici che necessiterebbero la messa in sicurezza. Dunque doveroso sarebbe, come proposto da alcuni, lo stanziamento di maggiori risorse alla scuola, in modo da poter effettuare le opportune ristrutturazioni a tutela dell’incolumità di scolari ed insegnanti.

Basta classi pollaio!

Altro problema affrontato è stato quello delle cosiddette “classi pollaio”. Gli insegnanti auspicano un intervento anche in questo senso. Sappiamo infatti come in molte scuole vi siano classi caratterizzare da un sovraffollamento di alunni, che ne rende difficoltose la gestione e la didattica. Dunque viene sottolineata la necessità di creare classi con un minor numero di scolari, e l’esigenza di garantire in tutte le scuole, spazi adeguati alle varie attività scolastiche.

I precari: Sfp e Dm a confronto

Un tema caldo è infine quello dei precari, che chiedono l’immissione in ruolo. La querelle interessa particolarmente i precari Diplomati Magistrali e i laureati in Scienze della Formazione Primaria. Senza entrare nel merito della questione, la sentenza dell’Adunanza Plenaria di dicembre , ha creato non poco scompiglio e vede ovviamente richieste opposte da parte delle due “categorie” di insegnanti: l’esigenza della sanatoria da parte dei Dm da un lato, e l’esigenza invece di dar seguito a quella sentenza da parte degli Sfp. Quel che è certo è che entrambe le parti necessitino di una stabilizzazione.
Questa rappresenta una sintesi delle varie risposte pervenute dai vari insegnanti, toccando aspetti che effettivamente richiederebbero un intervento. L’auspicio è che il Ministro Bussetti ascolti la voce degli insegnanti.