Dal Cdm altri 120 giorni per i diplomati magistrali

I diplomati magistrali attendevano con estremo interesse la riunione del Consiglio dei Ministri in cui è stato approvato il decreto dignità. In gioco c’è la ripresa del lavoro a settembre il diritto di sapere se potranno mantenere le cattedre anche per il prossimo anno scolastico. Al termine della riunione del Cdm è stato lo stesso vicepremier Luigi Di Maio ad annunciare in una diretta facebook ai diplomati magistrali la decisione che li riguarda.
Nel decreto dignità abbiamo inserito una norma che aiuta gli insegnanti delle lauree magistrali, coloro che per effetto della sentenza del Consiglio di Stato dovevano essere licenziati e invece, in questo momento, abbiamo prorogato di 120 giorni gli effetti in modo tale da poter trovare una soluzione per quegli insegnanti che ci stanno a cuore e che abbiamo incontrato in giro per l’Italia durante la campagna elettorale.
L’input al rinvio di 120 giorni per l’emanazione di un decreto ad hoc proviene dal Miur. Il motivo di questa tempistica risiede nelle esigenza di far partire regolarmente l’anno scolastico. In questo modo si congelano gli effetti della plenaria, rinviando i meriti calendarizzati al Tar che produrranno i depennamenti dalle Gae. In un primo momento si era pensato di inserire la norma già con questo decreto dignità ma il tentativo non ha sortito l’effetto sperato. Troppo diversa la materia rispetto agli interventi prospettati.
A settembre dunque sì ripartirà esattamente dal punto in cui si è concluso quest’anno scolastico. Chi ha superato l’anno di prova resterà in ruolo con la clausola della riserva. Altri 40 mila maestri/e circa potranno essere destinatari di supplenze con chiamata da Gae. La decisione finale sul provvedimento al quale si lavorerà dovrà essere inossidabile di fronte al rischio ricorsi prospettato dai controinteressati.