Si torna a parlare di sostegno e dei quarantamila insegnanti che segue da vicino gli alunni disabili. Il sindacato Anief sottolinea come quest’anno, secondo l’accordo riguardante le assegnazioni provvisorie, molti dei posti liberi potrebbero essere assegnati anche a docenti non specializzati, a condizione che abbiano prestato servizio per almeno un anno su posti di sostegno, anche in qualità di supplente.

Anief: ‘Tutto l’organico residuo dei posti venga affidato in ruolo a docenti abilitati e specializzati’

Come si legge nella nota pubblicata dal sindacato, Anief chiede che tutto l’organico residuo dei posti, compresi quelli attivati “in deroga” sul sostegno e senza titolare, sia affidato in ruolo ai docenti abilitati e specializzati, attraverso un piano straordinario specifico per la categoria. Il contemperamento tra diritto alla famiglia, per i docenti di ruolo che vogliono giustamente rientrare nella provincia di residenza dopo anni di sacrifici lontani dai propri affetti, e diritto al lavoro, dei tanti precari spasmodicamente in attesa anno dopo anno di un contratto a termine, si deve ottenere con l’assunzione in ruolo del personale su tutto l’organico; senza più nascondersi neanche dietro il dito dell’organico ogni anno attivato “in deroga” sul sostegno e con l’abolizione definitiva di qualsiasi vincolo di permanenza nella provincia di immissione in ruolo.

Marcello Pacifico, Anief: ‘I posti ci sarebbero per tutti, se si trasformassero quelli dell’organico in effettivi’

Il presidente di Anief-Cisal, Marcello Pacifico, ha dichiarato in proposito: ‘Chi ha fatto sacrifici per anni ha diritto ad essere finalmente stabilizzato, così come ha diritto a rientrare nella provincia di residenza chi per anni si è sacrificato anche dopo l’immissione in ruolo. I posti ci sarebbero per tutti, se solo si trasformassero quelli dell’organico in posti effettivi da utilizzare per le immissioni in ruolo e i trasferimenti. Ma anche se solo il Miur non tendesse sempre “al risparmio”, penalizzando gli alunni più deboli, con disabilità spesso molto gravi, e costringendo annualmente centinaia di famiglie ad adire le vie legali per veder riconosciuto al proprio figlio il corretto numero di ore di sostegno che gli spetta. Per noi – prosegue Pacifico – rimane fondamentale che si metta mano agli articoli della Legge 128/2013, che impongono un’alta percentuale di posti in deroga, da cui scaturiscono oltre 40 mila supplenze l’anno, con l’aggravante che vengono assegnate tutte su posti totalmente liberi e privi di docente titolare. In caso contrario, con il crescere continuo di alunni con certificazione di disabilità, con gli ultimi dati ufficiali che quantificano in 255 mila gli iscritti certificati, il fenomeno del sostegno negato diventerà sempre più cogente.’

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