Scuola, ponte di Pasqua: alcuni presidi chiedono di accorciarlo, i docenti insorgono
Scuola, ponte di Pasqua: alcuni presidi chiedono di accorciarlo, i docenti insorgono

Il potere dei Presidi sta rendendo ancora più bollente l’estate sul fronte scuola. Il motivo del contendere è la possibilità o meno che il dirigente scolastico continui a essere l’assoluto protagonista delle sanzioni disciplinari da assegnare ai docenti. I sindacati confederali in un incontro con l’Aran hanno chiesto la cancellazione di tali poteri attraverso il trasferimento degli stessi all’Ufficio scolastico regionale. Dopo la chiamata diretta sarebbe un’ulteriore limitazione delle prerogative da parte dei Presidi che vedrebbero ridotta di gran lunga la loro autonomia decisionale.

Il potere dei Presidi sulle sanzioni disciplinari

La Riforma Brunetta aveva previsto la possibilità che i dirigenti scolastici decidessero le sanzioni disciplinari verso quei docenti che non rispettassero le regole o che agissero in una maniera non conforme a quello che dovrebbe essere l’incarico a loro conferito. I sindacati come scritto in precedenza vorrebbero rivoluzionare questa facoltà e passarla nelle mani degli Uffici scolastici regionali. L’Anp (Associazione Nazionale Presidi) non ci sta e insorge davanti a tale possibilità accusando i confederali di occuparsi solamente dei premi per i docenti e non delle punizioni verso coloro che non onorano la propria professione. L’associazione ci tiene a precisare che non è mai stato fatto un uso sbagliato e lesivo di tale strumento per quanto riguarda l’autonomia dell’insegnante. Si rischierebbe però, sempre secondo l’Anp, di lasciare impunite le brutte abitudini di alcuni insegnanti come ad esempio di l’entrata a scuola in ritardo o la mancanza di professionalità e rispetto nel trattare gli studenti. I Presidi si sono rivolti direttamente al Ministro Bussetti e hanno comunicato la loro intenzione di dare battaglia qualora si andasse verso una rivisitazione dei poteri relativi alle sanzioni disciplinari da comminare ai docenti.

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