Scuola: si vuole veramente cambiare? Forse a tutti fa comodo così
Scuola: si vuole veramente cambiare? Forse a tutti fa comodo così

Le vicissitudini relative al mondo Scuola fanno da sempre discutere, e soprattutto penare, coloro che ne sono i principali protagonisti e interpreti: gli studenti, il corpo docente e dirigenziale, i dipendenti ATA. La sensazione, nonostante il susseguirsi veloce e inesorabile di governi e ministri, è sempre la stessa. Ossia, il cambiamento sbandierato e la risoluzione di determinati problemi atavici restano perennemente e inesorabilmente chiusi a doppia mandata in un cassetto. Anche questo governo non fa eccezione e, sin dai primi passi e dalle prime dichiarazioni, sembra ‘tradire’ le speranze soprattutto di chi aveva riposto grosse aspettative nel cambiamento.

La scuola: un rebus sempre più irrisolvibile

Come dicevamo, anche questo governo e l’attuale Ministro dell’Istruzione Bussetti stanno disattendendo i proclami sbandierati in campagna elettorale e, cosa ancora più grave, stanno perdendo ancora una volta l’occasione di incidere in maniera determinante nella rinascita del comparto Scuola. Le prime dichiarazione di Bussetti non avevano lasciato dubbi, a lui la Buona Scuola piaceva e piace. Non era quindi il caso di attendere grossi stravolgimenti e cancellazioni. Il problema è facilmente intuibile, la rabbia è altrettanto immaginabile, il gradimento elettorale ai due partiti protagonisti dell’attuale esecutivo, Lega e Movimento 5 Stelle, era stato concesso, chiaramente riferendoci al mondo scolastico, proprio perché avevano espresso la volontà e il desiderio di ribaltare tutti i dettami principali emanati della Buona Scuola. Chiaramente tempo per valutare e cambiare idea ce n’è a sufficienza: l’oggetto principale sono come sempre le azioni piuttosto che le chiacchiere. L’attuale governo era stato ‘chiamato’ con un autentico plebiscito a mettere mano a ciò che nel Paese non funzionava e andava improrogabilmente rivisto, la scuola era una delle tematiche principali su cui intervenire. L’unica speranza è che il tempo sia galantuomo e, soprattutto, che inverta la rotta di alcune idee e decisioni.

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