Decreto dignità approvato, news 3/8: come influisce sulla scuola e diplomati magistrale?
Decreto dignità approvato, news 3/8: come influisce sulla scuola e diplomati magistrale?

Il Decreto Dignità ottiene l’approvazione alla Camera. I voti favorevoli sono 312 e 190 i contrari. Adesso il provvedimento passerà al Senato. Se lì non saranno apportate modifiche e sarà approvato, passerà alla firma del presidente della Repubblica e poi in Gazzetta Ufficiale. Tutte le modifiche saranno definitive solo al momento della pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale. Per il passaggio in Senato, non si esclude il ricorso al voto di fiducia per evitare lo sforamento dei tempi e la decadenza dell’efficacia del decreto stesso. Il contenuto del Decreto Dignità, come influisce sulla scuola?

Decreto dignità e scuola

Il Decreto dignità contiene diversi punti di interesse per la scuola. La questione dei diplomati magistrale è il punto più caldo del momento. Ma c’è anche la questione del superamento del comma 131 della legge 107 sui contratti a termine e il limite dei 36 mesi.

  • Diplomati Magistrale: la soluzione proposta dai Deputati per i diplomati magistrale entro il 2002 che hanno dovuto incassare la sentenza sfavorevole del Consiglio di Stato, è tornare nella condizione di supplenti. Inutile dire, che agli interessati la soluzione è meno che gradita. E’ stato adottato il differimento di 120 giorni dalla pubblicazione della sentenza di merito, che assicura loro il contratto fino al 30 giugno 2019. Nel frattempo, sono previsti due concorsi, uno ordinario e uno straordinario. La partecipazione al concorso dipende dal possesso di un requisito: due anni di servizio negli ultimi 8 anni, anche non continuativo, su posto comune o di sostegno, presso le scuole statali. Chi ha il requisito, partecipa alla procedura straordinaria, mentre tutti gli altri a quella ordinaria. Al concorso ordinario e straordinario partecipano i docenti in possesso dell’abilitazione, per cui anche i laureati in Scienze Formazione Primaria.
  • Contratti a termine: l’obiettivo è superare il vincolo previsto nella legge sulla Buona scuola che impedisce i contratti a termine dopo il superamento del limite dei 36 mesi. L’emendamento dell’onorevole Lucia Azzolina di fatto ha abrogato il vincolo normativo.
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