Diplomati magistrale, ultim’ora: rinvio delle sentenze di merito

Per i diplomati magistrale, una buona notizia arriva dagli avvocati che hanno prodotto i ricorsi relativi all’inserimento nelle Gae. Il decreto dignità ha disposto la dilatazione del termine a 120 giorni per le esecuzioni dei procedimenti amministrativi relative alla conclusione negativa del contenzioso in atto con l’amministrazione. Contrariamente alle attese il timing non scatterà immediatamente. Pertanto, alla luce di questa novità, i diplomati magistrale potranno continuare ad ambire a convocazioni da Gae per l’anno scolastico che sta per iniziare.

Rinvio

Il Tribunale amministrativo del Lazio ha disposto il rinvio delle sentenze di merito che dovrebbero sancire l’estromissione dalle Gae dei docenti muniti del diploma magistrale ante 2001/2002.. La conseguenza successiva, in base a quanto disposto dall’emendamento contenuto nel decreto dignità, avrebbe comportato il licenziamento dopo 120 giorni nei confronti di coloro che avevano ottenuto il ruolo con la riserva. Questa decisione ha l’effetto di congelare le posizioni attuali a difesa di un diritto legittimo.

Motivi

Espellere gli insegnanti dalle Graduatorie ad esaurimento esporrebbe lo Stato Italiano a un’ulteriore procedura d’infrazione comunitaria per l’evidente assenza di misure di prevenzione e di sanzione dell’abuso dei contratti a termine. Questa è la tesi sostenuta dagli avvocati che hanno patrocinato i ricorsi di cui si parla. Le udienze di merito, dunque, sono state rinviate per esaminare, nel contraddittorio con le parti, tale questione pregiudiziale comunitaria.

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Divieto di licenziamento

La posizione dell’ Avvocatura di Stato al riguardo della stipula di contratti a tempo indeterminato dietro un accoglimento cautelare è nota. I soggetti che sono stati assunti a queste condizioni non avevano diritto al ruolo in quanto occupavano un posto che non gli spettava. Di diverso avviso la tesi dei legali che difendono i diplomati. Ricordiamo in proposito il parere pro-veritate emesso dall’ex cassazionista De Luca per il quale, infatti, sarebbe sopravvenuta la cessazione della materia del contendere. Con l’immissione in ruolo termina la lite con l’amministrazione.