Diplomati Magistrale, governo svela le carte: 'errore reinserirli in GaE'
Diplomati Magistrale, governo svela le carte: 'errore reinserirli in GaE'

La confusione regna sovrana da qualche giorno a questa parte tra gli scranni dei due rami del Parlamento per la questione Diplomati Magistrale. Il Governo parla di un mero e semplice errore di valutazione. Approvare quell’emendamento e immediatamente dopo rimproverarsi perché ci si è sbagliati è equivalso, in un sol colpo, a perdere circa 100.000 elettori. La delusione per i DM ante 2001/2002 è scottante. Gli esponenti di questo governo hanno subito tentato di aggiustare il tiro, prospettando al più presto alcune manovre correttive a quella disfatta mnemonica.

Diplomati Magistrale: la confusione regna sovrana. La FLC CGIL chiede di risolvere una volta per tutte la loro situazione

Su questo versante sono giunte le parole più rassicuranti, non tanto per i DM ma per coloro i quali non vedono di buon occhio l’ingresso in GaE di questi lavoratori.
Ma allora, qual è la soluzione a tutta questa giostra, dove a pagare sono i soliti precari? La FLC CGIL chiede a questo governo di risolvere in maniera definitiva questa ‘pirandelliana’ vicenda che vede coinvolti oramai da tempo i poveri diplomati magistrali. Basta con la confusione e le roboanti dichiarazioni elettorali. Quello che occorre per questi lavoratori – secondo il sindacato – è definire una volta per tutte un piano di assunzioni.
Questo, molto brevemente, il senso del contenuto di un comunicato stampa pubblicato quest’oggi dalla Federazione dei Lavoratori della Conoscenza CGIL.

Milleproroghe: approvato un emendamento che riapre le GAE agli insegnanti abilitati, ma poi la maggioranza parla di “un errore”

Incredibile confusione al Senato durante la discussione del Milleproroghe. Chiediamo più serietà nei lavori e scelte risolutive da parte del Parlamento a tutela di tutti gli interessati. Il governo apra subito il confronto con le parti sociali.
Durante l’esame del decreto Milleproroghe è stato votato ed approvato un emendamento presentato dall’opposizione che prevede che gli insegnanti abilitati entro l’anno 2017/2018 e coloro che sono in possesso di diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 o di un diploma che dà accesso al profilo di insegnante tecnico pratico possano inserirsi in una fascia aggiuntiva delle GAE.
Il voto è arrivato dopo il parere favorevole del relatore del provvedimento e del rappresentante del Governo. Tuttavia, dopo il voto, diversi esponenti della maggioranza hanno negato che l’emendamento fosse stato approvato, ma sono stati immediatamente smentiti dal resoconto stenografico dei lavori dell’aula.
La maggioranza ha poi parlato di un errore, sostenendo infatti che il governo non sarebbe favorevole alla riapertura delle GAE e che l’emendamento potrebbe essere cancellato in tempi molto rapidi.
La notizia ha chiaramente generato molte aspettative tra i lavoratori coinvolti, ma anche una grande confusione, dato che il provvedimento di apertura delle GAE contraddice le previsioni contenute nel “decreto dignità” sui diplomati magistrali e laureati in Scienze della formazione primaria.
Sono più di 100.000 i lavoratori precari potenzialmente coinvolti dalle scelte che si discutono in questi giorni e sicuramente queste persone meritano maggiore rispetto e chiarezza.
Come FLC CGIL riteniamo vergognosa questa confusione che dà l’idea di un’assenza di una cabina di regia chiara. Soprattutto è inqualificabile sminuire i problemi del precariato della scuola: chi è in Parlamento dovrebbe avere maggiore rispetto e conoscenza di quello che si appresta a votare.
Chiediamo al governo di aprire immediatamente un confronto per risolvere definitivamente la vicenda dei diplomati magistrali e per definire un piano di assunzioni che dia una prospettiva chiara ai tanti lavoratori della scuola, abilitati e non, che continuano a garantire, pur da precari, un servizio di alta professionalità e qualità nonostante lo Stato continui a condannarli all’instabilità. Ci aspettiamo chiarezza, scelte responsabili e soprattutto risolutive da parte del Parlamento a tutela di tutti gli interessati.

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