Scuole paritarie, rischio stop supplenze dopo 12 mesi

L’esclusione del servizio svolto nelle scuole paritarie per partecipare al concorso straordinario rischia di pregiudicare ulteriormente le possibilità lavorative per i diplomati magistrali. La conversione in legge del DL 87/2018 (Decreto Dignità) prevede contratti a tempo determinato di durata non superiore a 12 mesi. Se non si procede a indicare la motivazione per la quale è stato apposto il termine, non si può estendere il contratto alla durata massima di 24 mesi. Per i diplomati magistrali esclusi dal concorso straordinario sarebbe la fine della carriera.

L’allarme lanciato dalla FISM

La FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) ha già avuto modo di manifestare nel corso di una riunione svoltasi il 3 agosto scorso con gli altri sindacati confederali la preoccupazione che questo “possa interferire sulla continuità didattica a causa della mancanza di specifiche causali di rinnovo e/o di proroga dei contratti a termine oltre i 12 mesi.” “La decurtazione da 36 a 24 mesi della durata massima dei contratti a tempo determinato anticipa i tempi: chi fino ad oggi ha un contratto a 24 non potrà averlo rinnovato, (…) poiché le sezioni si compongono di anno in anno, serve un rapporto il più flessibile possibile con i dipendenti, dato che non possiamo trasformare tutti a tempo indeterminato. Inoltre i contratti a termine ora potranno essere di 12 mesi, oltre va specificata la causale ma noi non possiamo inserirla perché non siamo tra le tipologie previste dall’articolo 19 del Decreto 81 del 2015”.

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Necessità di chiarimenti

Alla luce di questa realtà, per sgombrare il campo da ogni possibile equivoco, è necessario che i ministeri interessati forniscano un chiarimento. Questo anche in virtù della ormai prossima circolare esplicativa del Ministero del Lavoro. E del resto sarebbe evidente il pregiudizio anche per le stesse scuole paritarie che si ritroverebbero improvvisamente senza docenti da mettere in cattedra.