Conte sulla Riforma scolastica: “Non è priorità di questo Governo”
Conte sulla Riforma scolastica: “Non è priorità di questo Governo”

Le dichiarazioni scottanti del Premier Conte su una eventuale riforma scolastica. Molti lavoratori della scuola, dopo le elezioni del 4 marzo e la lunga trattativa per la formazione del nuovo governo attualmente in carica, avevano esultato perché convinti in un cambiamento epocale nei riguardi del mondo della scuola.

Per il Primo ministro italiano Giuseppe Conte la scuola non necessita di ulteriori riforme

Tuttavia, negli ultimi mesi, quei propositi e quelle speranze sono venute meno. Su questo versante infatti non si è assistito a nessun cambiamento.
Qualcuno ha ragionevolmente dato la colpa al breve lasso di tempo dall’insediamento dei nuovi ministri ai loro dicasteri; alla mole di lavoro pregresso che ciascun rappresentante politico ha trovato sopra la propria scrivania o dentro i cassetti ministeriali. Insomma, la giustificazione sulle disattese sono stati sinora legati a questi problemi ma adesso qualche ‘cattivo’ presagio comincia ad intravvedersi all’orizzonte.
Dopo le clamorose dichiarazioni inaspettate di oggi da parte del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a proposito di nessun tipo di intervento circa la presunta Riforma scolastica, quelli che dapprima erano solamente presagi sono diventati improvvisamente palesi constatazioni di amarezza e di delusione.

Le dichiarazioni choc di Conte sulla scuola

Giuseppe Conte questa mattina durante un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, a proposito delle riforme da fare in alcuni settori della Pubblica Amministrazione lascia tutti a bocca aperta. Alla domanda del giornalista, il Premier Conte, con il solito “aplomb british” che lo contraddistingue, spiega che nessuna riforma scolastica è prevista in futuro per la scuola: «E’ prevista una riforma della Scuola?», ecco che cosa risponde in maniera secca: «Assolutamente no».
E dà anche le dovute spiegazioni sui motivi di questa inaspettata decisione. Precisa Conte: «Non andremo a toccare settori strategici come la sanità, la scuola e la ricerca che assicurano al Paese prospettive di sviluppo». E pensare che molti si erano illusi che qualcosa cambiasse proprio da questo settore, ritenuto abbastanza strategico anche dal punto di vista elettorale. Pazienza, ce ne faremo una ragion di vita!

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I bonus verranno eliminati per finanziere le riforme tanto care alla Lega e al M5S: reddito di cittadinanza e flat tax

L’intervista al Primo ministro continua. E qui vengono anche azzardate da parte del Premier alcune ipotesi circa le risorse economiche a cui attingere per realizzare le riforme (non quella della scuola) che hanno rappresentato per gli esponenti dei due schieramenti che guidano questo Paese le loro rispettive campagne elettorali. Ci riferiamo, ovviamente, a quelle più blasonate: il reddito di cittadinanza, la riforma fiscale meglio nota come flat tax (tassa piatta) e quella riguardante l’anticorruzione.
Ebbene, secondo le intenzione di Conte e del governo, queste riforme dovranno attuarsi attingendo le risorse necessarie direttamente dagli attuali fondi destinati a finanziare i bonus introdotti dai governi precedenti. Si, proprio così. Non solo quindi la beffa ma anche il danno. A quanto pare quei bonus (non sono specificati quali) presto non esisteranno più perché dovranno rimpinguare le casse necessarie per le riforme appena illustrate. Ecco cosa dichiara Conte a tal proposito: “Ridefiniremo i bonus a vario livello”.