GaE blindate: le richieste del “CND in GaE” al ministro Bussetti
GaE blindate: le richieste del “CND in GaE” al ministro Bussetti

Il comunicato stampa del Coordinamento Nazionale Docenti in GaE con la richiesta al Ministro Marco Bussetti di blindare le Graduatorie ad esaurimento attraverso il blocco del loro aggiornamento.


Il Comunicato stampa del Coordinamento Nazionale Docenti in GaE


Gent.mo Ministro Bussetti, lo scorso venerdì 3 agosto 2018 un forte terremoto si è abbattuto sui già tanto maltrattati ed osteggiati PRECARI STORICI DELLE GaE.


Che la causa di tale dramma sia stato uno degli organi dello Stato composto da rappresentanti da noi eletti, il Senato, è la cosa più grave.


L’essersene accorti in tempo e cancellare l’emendamento a firma Leu è certamente un PRIMO PASSO verso il ripristino e l’osservanza della Legge.


Mai come ora mantenere la BLINDATURA delle Gae ed il suo NON AGGIORNAMENTO ridarebbe senso alle parole ” certezza del diritto”. Solo in tal modo sarebbe ripristinata giustizia ed equitá a favore di docenti che da decenni reggono la scuola e che dal 2015 vivono sulla loro pelle e dei propri alunni un serie di manovre scellerate e dannose per la scuola e la società.


Non meritano commenti le offese e le minacce perpetrate a danno di chi accortosi dell’ERRONEA APPROVAZIONE l’ha prontamente denunciata nel pieno rispetto ed in ossequio del ruolo ricoperto.


Sono anni che le GaE denunciano e subiscono attacchi del genere, sono inammissibili!


Come annunciato dal Senato le GaE attendono l’immediata CANCELLAZIONE del doloso emendamento.


La Camera ripristini nell’immediato quanto erroneamente compiuto dal Senato e dallo stesso riconosciuto come ERRORE materiale.


Se non avvenisse si recherebbe grave danno a circa 35 mila precari storici ( ultra 45 enni e con centinaia di punti per servizio alle spalle).


I docenti storici sono in GaE per merito perché vincitori di concorsi veri e selettivi (con tanto di prove scritte ed orali) a differenza di chi vorrebbe entrarci per gentile concessione o con diplomi, lauree e specializzazioni comprate all’estero e a dispetto della blindatura delle GaE per legge.

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Certo, perché rispettare la legge quando con manovre sottobanco la si può raggirare?


Pessimi esempi non solo di docenti ma anche di cittadini.


Durante l’esame del decreto Milleproroghe, nascosto in un contesto più ampio e farraginoso spunta un emendamento a firma Leu per salvaguardare i precari NON STORICI della scuola venduto come panacea di tutti i mali della scuola. NIENTE DI PIU’ FALSO!


Un nuovo emendamento (a firma Leu) che aprisse le GaE a tutti i precari (Tfa e Pas) e a tutti i Diplomati magistrali sarebbe il colpo di grazia che annienterebbe i diritti acquisiti di migliaia di docenti precari storici iscritti nelle GaE comune e sostegno, quest’ultimo, già danneggiato dalla concessione delle ap sul sostegno ai non abilitati con grave danno dei docenti precari specializzati, degli alunni, delle famiglie e delle scuole del Centro e del Sud Italia. L’emendamento Leu è in palese contrasto con quanto voluto dalla maggioranza e già approvato nel Decreto Dignità appena divenuto Legge dello Stato.


Se fosse forzata la blindatura delle GaE e si permettessero tali inserimenti si assisterebbe alla fine della scuola del nostro Paese oltre che sarebbe in palese CONTRASTO con la l.124/99 (disposizioni urgenti in materia di personale scolastico artt. 2, 399 e 401).


Dalla lettura della legge si evince chiaramente che il titolo per l’accesso in GaE, prima che fossero chiuse e diventassero ad esaurimento, era l’idoneità concorsuale. TFA, PAS E DM per legge non hanno valore concorsuale, pertanto il loro accesso alle GaE, già blindate, non è ammissibile perché contra legem e peggiorativo per coloro che in Gae già ci sono.


Si attende ora che nell’immediato, 11 Settembre 2018, data simbolo per il mondo di coraggio e riscatto, la Camera provveda alla cancellazione dell’errore di fatto compiuto ed ammesso dal Senato altrimenti tradirebbe la sua funzione: quella di rimediare, in virtù del principio del BICAMERALISMO PERFETTO, agli errori deliberati e riconosciuti madornali dallo stesso Senato.