Diplomati Magistrali: licenziamento anche per le categorie protette?
Diplomati Magistrali: licenziamento anche per le categorie protette?

La questione dei Diplomati Magistrali negli ultimi mesi, ma soprattutto a partire dalla sentenza dell’Adunanza Plenaria del dicembre scorso, è spesso stata affrontata focalizzandosi sul titolo abilitante o meno del diploma magistrale delle molte insegnanti precarie che ne sono in possesso. Questo è il nocciolo attorno al quale ci si è sempre soffermati anche nelle aule dei tribunali.  Ci sono però anche altri aspetti che meritano di essere presi in considerazione. Uno di questi è quello delle categorie protette.

Il comunicato Anief

Tramite il portale Orizzonte Scuola, il sindacato Anief torna a parlare dei Diplomati Magistrali. Stavolta ha affrontato il caso di un’insegnante, ritenuta invalida civile a seguito di un incidente, che nel 2017 ha ottenuto il ruolo con riserva. Ora, in quanto Dm, sarà prossima al licenziamento, non avendo garanzie lavorative a partire dal prossimo anno scolastico. E questo anche a seguito del fatto che, “la percentuale prevista per le categorie protette potrebbe non bastare per riacciuffare il contratto a tempo indeterminato”. L’Anief, trattando questo tema, tramite il comunicato rilasciato, denuncia ancora una volta questa situazione.

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Le parole ai Diplomati magistrali: ”serve equità”

Il sindacato Anief ha voluto rendere pubblica anche l’intervista fatta all’insegnante Dm in questione. La docente ha raccontato la sua vita, dimostrando molta caparbietà e umiltà. La sua rappresenta la realtà di molti altri Diplomati Magistrali che hanno fatto negli anni molta gavetta e molti sacrifici. E che non hanno smesso di formarsi anche nei periodi lavorativi più sfortunati. Ora, una volta conquistato il tanto agognato ruolo, tra un anno il futuro che si prospetta per queste precarie della scuola, sarà il ritorno alle supplenze (anche brevi), con nemmeno la speranza di rivedere il ruolo entro la fine della propria carriera scolastica, da come si prospettano le cose. L’insegnante intervistata afferma che “serve equità”(…); “forse è meglio mandarmi a casa ora, non dopo che si risolveranno problemi non miei, facendomi lavorare ancora su un posto che non mi spetta più”. L’amarezza e lo sconforto ovviamente la fanno da padrone in molti Dm che per l’ennesima volta non si vedono tutelati dal governo di turno.