Scuole paritarie o pubbliche: i motivi di una scelta

Lasciare l’insegnamento nelle scuole paritarie per accettare il ruolo nella scuola statale è l’angoscioso dubbio che tormenta decine di migliaia i docenti precari già da qualche anno. Rifiutare un contratto a tempo indeterminato nella scuola pubblica comporta il depennamento dalle graduatorie, lasciando lo sbocco offerto dalle scuole paritarie come unica alternativa di stabilizzazione. Torna su questo concetto un articolo pubblicato da Il Giornale che ospita la lettera di Suor Anna Monia Alfieri.

L’atto di accusa

Negli ultimi quattro anni si è verificata una vera e propria emorragia di docenti dalle scuole paritarie verso le scuole pubbliche. “Sicuramente il problema del precariato, vergognoso tale e quale la mancanza di libertà di insegnamento, andava affrontato ma – scrive Suor Anna Monia – la soluzione è stata peggiore del problema: assunzione in massa di docenti che non sono entrati in classe, ma sono rimasti in sala professori ad aspettare la malattia del collega o a ideare il progetto fumetto, il progetto mandolino, il progetto vetri colorati della scuola…”scrive Suor Anna Monia Alfieri.

Le soluzioni

Nel prosieguo della lettera viene illustrata la soluzione. Occorre prima di tutto consentire al docente di poter mantenere il diritto al ruolo nella scuola statale anche nel futuro senza provvedere al depennamento. Questo, onde garantire una giusta garanzia della libertà di scelta educativa pubblica o privata della famiglia con un sistema scolastico che guardi a un’impostazione di stampo europeo, andrebbe fatto senza costringere le famiglie a pagare una retta. Bisognerebbe istituire due graduatorie distinte e separate a beneficio dei docenti interessati. Essi potrebbero scegliere in quale graduatoria permanere ed in futuro dovrebbero essere chiamati direttamente dai presidi. Tutto questo considerando che lo stipendio dovrebbe essere lo stesso nei due ordini di scuola.

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L’altra campana

In realtà, come testimoniato dalle numerose segnalazioni che arrivano alla nostra redazione, la scelta di accettare il ruolo nella scuola pubblica (un Risiko autentico per i diplomati magistrali che vi accedono con cautelare), dipendono dalle condizioni ambientali nelle quali ci si trova ad operare. Firmare un contratto a tempo indeterminato nelle paritarie equivale a contrarre un vero e proprio matrimonio. Si vive completamente per la scuola, senza orari, con molte attività considerate “funzione docente”, quindi non pagate. Dall’alto non ci sono proposte, ma imposizioni. Mostrare resistenze significa rischiare il licenziamento o essere costretti a dare le dimissioni. Tutto questo in presenza di stipendi assolutamente inferiori rispetto al comparto pubblico.