Scuola, diplomati magistrale: prima il danno, poi la beffa finale

L’ennesima beffa, quella a cui andranno incontro i diplomati magistrale che si accingono ad essere immessi in ruolo dagli uffici scolastici per il prossimo anno scolastico 2018/2019: si tratta, però di contratti comprensivi di ‘clausola risolutiva’ che troverà applicazione nel momento in cui si darà esecuzione alla sentenza di merito decretata dall’Adunanza plenaria il 20 dicembre scorso.Ne ha parlato il sindacato Anief, in una nota pubblicata sul sito ufficiale, ricordando come il decreto Dignità, in nome della continuità didattica degli studenti (?), preveda la trasformazione dei contratti a tempo indeterminato in supplenze al 30 giugno 2019 nel momento in cui verrà applicata la suddetta sentenza. Identico destino per coloro che sottoscriveranno un contratto a termine al 31 agosto.

Anief, beffa diplomati magistrale: assunti ad agosto e licenziati nel corso dell’anno

Anief ricorda come ci sia un’ultima possibilità: ‘Qualora il testo del Milleproroghe licenziato dall’Aula di Palazzo Madama prima della pausa estiva, comprensivo dell’emendamento salva-precari, a prima firma di Loredana De Petris di Liberi e Uguali, fosse approvato a settembre dalla Camera senza modifiche, allora finirebbe il contenzioso pendente presso il tribunale amministrativo per cessazione della materia: con benefici evidenti per i giudici, per le casse dello Stato che non pagherebbe più risarcimenti, per i precari e soprattutto per gli alunni che non si ritroverebbero più con 100 mila docenti l’anno precari che passano da una scuola all’altra andando così a complicare qualsiasi progetto di continuità didattica.’

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Da immessi in ruolo al probabile ritorno a precari: sciopero l’11 settembre per evitare la beffa

Il presidente Anief, Marcello Pacifico sottolinea come ‘approvando quella norma salva-precari, sarebbero confermati nei ruoli tutti i maestri assunti con riserva. E si darebbe finalmente una vera speranza di stabilizzazione ad altri 100 mila precari abilitati, anche della scuola superiore, ad oggi relegati in seconda fascia d’istituto con l’unica prospettiva di accettare solo supplenze per pochi giorni. Sono anche queste- conclude Pacifico – le ragioni che porteranno il popolo della scuola a farsi ascoltare in Piazza del Parlamento a Roma, il prossimo 11 settembre, nel giorno dello sciopero proclamato dal nostro giovane sindacato autonomo e già ratificato dalla Commissione di garanzia preposta’.