Calendari scolastici 2018/9: 'troppi ponti' secondo le famiglie, le Regioni intervengono

Un articolo pubblicato dal quotidiano ‘Repubblica’ pone l’accento sulla preoccupazione delle famiglie per i ‘troppi ponti‘. Anche per il prossimo anno scolastico 2018/2019, i genitori temono quelle interruzioni delle lezioni che non sono accompagnate da una vacanza ufficiale: così non sanno a chi lasciare i propri figli nel caso in cui loro debbano andare ugualmente al lavoro mentre le scuole sono chiuse.

Scuola, le Regioni ascoltano le lamentele delle famiglie per i ‘troppi ponti’

Insomma, il solito argomento della ‘scuola vista come la baby sitter preferita‘ anziché il nobile luogo dove l’apprendimento e l’educazione devono essere i fattori di massima importanza.Così, diversi calendari regionali sono stati compilati tenendo conto di queste, chiamiamole così, ‘esigenze famigliari’.I Consigli d’istituto possono deliberare altre interruzioni dell’attività didattica rispetto a quelle già indicate sul calendario, prestando, comunque, attenzione a non scendere sotto i 200 giorni di scuola, quota minima necessaria per validare l’anno scolastico. Diverse regioni, però, hanno limitato la possibilità di organizzare ponti che non siano previsti dal calendario nazionale o da quello regionale.’Repubblica’, ad esempio, cita il caso della Lombardia, dove le scuole potranno ‘gestire’ solamente tre giorni in più, a proprio piacimento, o quelli di Emilia Romagna e Toscana, dove le giunte regionali raccomandano agli istituti scolastici di non andare sotto i 205 giorni di lezione. In pratica, i giorni in più rispetto ai 200 non possono essere impiegati per i “ponti”. In Sardegna, con 205 giorni, le scuole potranno, addirittura, gestirne solamente due.Insomma, il concetto è questo: niente ‘ponti’ altrimenti mandiamo in crisi mamma e papà che non sanno dove ‘mettere’ i loro figli. Non è certo il miglior modo per cominciare bene il nuovo anno scolastico.