Scuola, diplomati magistrale: senatore Pittoni, aggiornamento su concorso straordinario

Il senatore Mario Pittoni è nuovamente intervenuto sulla questione riguardante il concorso straordinario riservato ai diplomati magistrale ante 2001/2002 e ai laureati in Scienze della Formazione Primaria. L’intervento del Presidente della Commissione Cultura al Senato ha riguardato soprattutto la ventilata possibilità di assegnazione di un punteggio speciale a favore di tutti coloro che sono stati assunti con riserva e che hanno superato l’anno di prova, per poi vedersi licenziare, per le note ragioni riguardanti la contestatissima sentenza dell’Adunanza Plenaria. Riportiamo qui sotto, il testo del messaggio pubblicato dal senatore Pittoni sul proprio profilo Facebook. 

Concorso straordinario diplomati magistrale, Pittoni risponde su Facebook

‘Premesso che il decreto Dignità non c’entra con bonus che semmai entrerebbero nel bando del concorso straordinario, ai vertici del ministero dell’Istruzione si è effettivamente ragionato sulla possibilità di assegnare un punteggio speciale per il superamento dell’anno di prova. Le verifiche tecniche hanno però avvalorato le perplessità sulla supervalutazione del servizio prestato in forza di una nomina poi revocata in applicazione di una sentenza che ha annullato la procedura di conferimento. Stiamo comunque lavorando a un meccanismo che – se supererà le verifiche in corso – potrebbe consentire di salvare l’anno di prova, senza provocare contenziosi a catena.’

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Accantonata ipotesi punteggio speciale, l’obiettivo sarebbe quello di salvare l’anno di prova

In base a quanto dichiarato dal senatore Pittoni, l’ipotesi dell’assegnazione di un punteggio speciale per il superamento dell’anno di prova dovrebbe essere già accantonata. Sembra, invece, che al Miur si stia lavorando per far si che possa essere ‘salvato’ l’anno di prova, in modo tale da non far ripetere l’anno di prova alle insegnanti che sono state licenziate. L’impressione è che ci si possa aspettare una valanga di contenziosi, nonostante le rassicurazioni del senatore del partito del Carroccio.