Ricorso diplomati magistrali: istruzioni per l'uso

Il ricorso al TAR ha rappresentato per i docenti, in special modo per i diplomati magistrali, il rimedio estremo contro la lesione dei propri diritti. Si tratta di un modo che consente ai cittadini di opporsi a quegli atti ritenuti pregiudizievoli per la propria condizione, la cui impugnazione consente di esercitare opposizione ai provvedimenti stessi. Il TAR ha il potere di intervenire quando l’atto emanato è in contrasto con una norma. Se l’interpretazione della legge è sbagliata, se appaiono vizi di forma dell’atto o, peggio, quando in esso vi si ravvisi eccesso di potere, è possibile ottenerne l’annullamento.

Quando si può fare

Le misure contenute nel decreto dignità hanno previsto l’istituzione di un concorso straordinario per i diplomati magistrali. Occorrerà attendere che venga emanato il regolamento del concorso e la pubblicazione del relativo bando. Nel mirino dei diplomati magistrali ci sono i requisiti di accesso al concorso straordinario. Se venissero confermati quelli dei 24 mesi di servizio svolti soltanto nella scuola statale saranno in molti a rivolgersi al tribunale amministrativo regionale del Lazio. In questo contesto appare determinante la tempistica di intervento messa in atto dai proponenti del ricorso. Qualcuno sta già cominciando a fare la pubblicità ad un ricorso che al momento non è fondato. A beneficio di tutti i lettori deve apparire chiaro che un ricorso al TAR si può fare soltanto quando viene emanato un atto avente forza di legge. L’impugnazione va effettuata entro i 60 giorni dalla sua pubblicazione.

Lo sciopero dell’11 settembre

La vicenda dei diplomati magistrali attende ancora diversi passaggi, primo fra tutti quello della ripresa dei lavori parlamentari prevista per il 11 settembre. In quella sede c’è la votazione del milleproroghe dove all’interno appare l’emendamento che mira ad inserire nella quarta fascia GAE i docenti abilitati. Solamente dopo che la votazione si sarà conclusa si potrà valutare l’opzione di fare ricorso. Si faccia bene attenzione perché questo non è l’unico passaggio da tenere sotto controllo.

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Aspettando il bando

Aderire prima del tempo ad un’azione di questo genere appare prematuro, anche e soprattutto in ragione del fatto che non c’è ancora un bando da impugnare. Questa prima condizione potrebbe concretizzarsi a primavera inoltrata. Tutti i docenti che ad oggi hanno solamente un anno di servizio, firmando un contratto dal 1 settembre, potranno maturare i 180 giorni necessari per partecipare al futuro concorso. L’esperienza condotta al riguardo dei docenti abilitati della secondaria è significativa in questo senso. Contrariamente a tutte le dichiarazioni dell’epoca che volevano la pubblicazione del bando entro dicembre 2017, in Gazzetta Ufficiale uscì il primo febbraio 2018.

Raccomandazioni

In conclusione, la mai tanto vituperata abitudine di fare ricorso per ogni cosa, ha innescato un circolo vizioso di comportamenti eticamente scorretti e pregiudizievoli per i diplomati magistrali già vessati a sufficienza dalla politica. Qui ci sono le informazioni diffuse da Azione Scuola. Il contenzioso amministrativo dovrebbe essere visto come l’assunzione di un farmaco. Dosi eccessive potrebbero nuocere eccessivamente allo stato emotivo e al portafoglio.  Pur confermando tutta la validità di questa misura, extrema ratio per la tutela del proprio diritto, bisogna mantenere i nervi saldi e attendere la pubblicazione del bando di concorso per decidere di intraprendere un’azione legale.