La questione della legittimità costituzionale del transitorio

Il concorso transitorio riservato ai docenti abilitati sarebbe, a detta di un celebre quotidiano ad elevata tiratura nazionale, da annullare. Repubblica titola a tutta pagina “Scuola, concorso incostituzionale”. Il Consiglio di Stato boccia la prova per i precari già abilitati”. Nel web il caso esplode con effetti devastanti sullo stato emotivo dei docenti interessati in attesa di affrontare i colloqui orali. Niente di più falso, come spiegheremo nell’estensione di questo contributo. Analizzeremo passo per passo la questione così come emerge dall fronte giudiziario. Il transitorio non corre nessun rischio di annullamento. Mettetevi dunque comodi ed armatevi di tanta pazienza. La redazione seguirà gli sviluppi del caso fornendo tutti i chiarimenti necessari e tutti gli aggiornamenti sul contenzioso attualmente in essere.

La forzatura giornalistica

L’ordinanza cautelare del Consiglio di Stato (che oltre a tutto non è nemmeno la prima di questo genere) cui si riferisce l’ articolo di Corrado Zunino scritto su Repubblica, dalla quale scaturisce tutto il teorema della presunta bocciatura del concorso riservato agli abilitati, si può consultare integralmente cliccando in corrispondenza di questa riga. Per brevità di esposizione riportiamo solamente la parte che contiene il richiamo alla questione di legittimità costituzionale della procedura concorsuale riservata ai docenti abilitati della seconda fascia con la screen sottostante.

Ordinanza del 31 agosto

Altri precedenti

A dimostrazione di come i giudici di Palazzo Spada abbiano deciso di accogliere le richieste cautelari di ammissione al concorso dei dottori di ricerca, richiamando la questione della legittimità costituzionale, basta effettuare una semplice ricerca sul motore della Giustizia Amministrativa. A titolo puramente esemplificativo (e a beneficio dei lettori ) citiamo quella inerente il decreto rilasciato dalla VI sezione del Cds lo scorso 11 luglio 2018.

L’equivoco

Con tutta probabilità nasce da questa citazione che appare nell’ articolo di Repubblica. “Questa ordinanza rappresenta il naufragio dei concorsi riservati nella scuola“. Come evidenziato dal trafiletto del comunicato emesso sui portali degli avvocati Bonetti e Santi Delia, la questione è strettamente legata al momento per i soli dottori di ricerca. Le altre categorie, anche se adducono le stesse motivazioni poste negli altri ricorsi, come vedremo più avanti grazie al contributo di un avvocato, al momento non risultano essere investite da identica richiesta. Di seguito la screen delle dichiarazioni che appaiono sui portali degli avvocati Delia e Bonetti.

dal portale dell’avvocato

Chi riguarda la questione

Il filone del contenzioso aperto sul fronte dei docenti non abilitati si basa sull’impossibilità di conseguire l’abilitazione per la totale assenza di percorsi ordinamentali SSIS e TFA. Le categorie di docenti interessate sono quelle dei dottori di ricerca, degli abilitati all’estero, dei docenti ITP, AFAM, ISEF, dei laureati non abilitati e dei docenti non specializzati sul sostegno in possesso del requisito del servizio di 180 giorni per tre annualità. Al momento, l’unica categoria per la quale è stata sollevata la pregiudiziale di legittimità costituzionale è quella dei dottori di ricerca. A testimonianza ulteriore di ciò, negando che possano esserci ripercussioni sull’intero impianto del FIT e/o conseguenze per i diplomati magistrali, si può leggere sul punto il post su Fb dell’avv. Santi Delia.

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Il transitorio prosegue il suo corso

Le reazioni a caldo dei docenti sono state di segno opposto. Quelli abilitati temono che possa saltare l’intero concorso riservato. Qualcun altro ipotizza addirittura che saranno riaperte le Gae. Si tratta di osservazioni completamente destituite di ogni fondamento, come sopra descritto, in quanto qui si tratta soltanto della possibilità di ammettere al concorso riservato i dottori di ricerca. La discussione che proseguirà poi presso la Corte Costituzionale non impatta minimamente sull’intera procedura già in atto.