Scuola, docente in servizio su tre scuole: si può perdere il 'giorno libero'?

Un quesito posto al quotidiano economico ‘Italia Oggi‘ chiarisce la questione riguardante il ‘giorno libero‘ per il professore che presta servizio su diverse scuole. Una docente si è rivolta all’esperto di ‘Italia Oggi’, Antimo Di Geronimo, per chiedere delucidazioni in merito alla sua situazione: la professoressa, infatti, dovrà prestare servizio in tre scuole ubicate in diversi comuni, scuole comprese nell’istituzione scolastica a cui è stata assegnata. Il dubbio riguarda il fatto di poter perdere il proprio ‘giorno libero’, qualora subentrasse la particolare disposizione da parte del dirigente scolastico.

Antimo Di Geronimo ha sottolineato come il giorno libero rappresenti un diritto del docente, pertanto non è da prendere minimamente in considerazione la valutazione discrezionale del preside.

Il diritto al ‘giorno libero’ è fatto salvo, anche se il docente presta servizio su più scuole

In primo luogo, la fonte del diritto è rappresentata dalla consuetudine: vengono citati, a tal proposito, due provvedimenti, la nota protocollo N. 12360 del 25 agosto 2009 e l’articolo 7, comma 4 del decreto ministeriale 131/2007. Oltremodo viene citato l’articolo 2078 del Codice Civile: ‘In mancanza di disposizioni di legge e di contratto collettivo, si applicano gli usi. Tuttavia gli usi più favorevoli ai prestatori di lavoro prevalgono sulle norme dispositive di legge’.

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L’organizzazione dell’attività didattica e professionale va ripartita in cinque giorni

In merito alle fonti negoziali, nella scuola il riferimento normativo è rappresentato dall’articolo 28 del vigente contratto di lavoro: nell’articolo viene menzionata la possibilità di suddividere la prestazione in cinque giorni la settimana anziché sei. Al comma 5 si legge, infatti, che ‘nell’ambito del calendario scolastico delle lezioni definito a livello regionale, l’attività di insegnamento si svolge in 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia, in 22 ore settimanali nella scuola elementare e in 18 are settimanali nelle scuole e istituti d’istruzione secondaria ed artistica, distribuite in non meno di cinque giornate settimanali’.