Fedeli: Consulta potrebbe annullare il transitorio ma per Bruschi questo è impossibile

Il concorso transitorio finisce al vaglio della Consulta per i presunti profili di incostituzionalità. Come nella migliore delle tradizioni i docenti si dividono in due correnti di pensiero opposte. Su un versante ci sono tutti quelli che pensano che transitorio verrà annullato dalla corte Costituzionale rimescolando le carte per il reclutamento dei docenti. Sull’altro versante sì ribatte che storicamente il supremo organo costituzionale non ha mai bocciato nessun concorso, anzi. Semmai è stata estesa la platea dei partecipanti. Sul tema si confrontano due ex illustri del Miur.

Fedeli

L’ex numero uno di Viale Trastevere prova ad immaginare gli scenari che potrebbero aprirsi con l’eventuale pronuncia di incostituzionalità sollevata a margine dell’esclusione dei dottori di ricerca e dei diplomati Isef dal concorso riservato agli abilitati. L’accoglimento dei rilievi di illegittimità sarebbe in grado di modificare il sistema di reclutamento ammettendo alcune tipologie di percorsi formativi. Oppure potrebbe considerarlo troppo facilitante e leggero e potrebbe annullarlo. Questa seconda circostanza porterebbe notevoli complicazioni al futuro concorso straordinario previsto per i diplomati magistrali. A quel punto per questi ultimi sarebbe tutto da rifare.

Bruschi

L’ex ispettore del Miur affida ad un post su Facebook le sue riflessioni in merito all’ordinanza 5233/2018 del Consiglio di Stato. Il nostro non commenta la decisione dei giudici di Palazzo Spada, limitandosi a fornire le sue considerazioni. Sul deprezzamento dell’abilitazione che emergerebbe da questa decisione esprime una considerazione con formula dubitativa. ” L’abilitazione costituisce il certificato che dimostra in astratto il possesso dello standard professionale previsto. Dunque, sarebbe casomai la sua assenza a rendere la procedura incostituzionale, perché verrebbe meno il criterio della garanzia di professionalità”. C’era già stata una sentenza del Tar Lazio che aveva negato l’equiparazione del titolo di dottorato all’esito favorevole dei percorsi abilitanti. A dirla tutta, non esiste l’istituto dell’abilitazione all’insegnamento all’Università (cfr. legge 924/1970).

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Transitorio saldo in sella

In conclusione si può dire che non è tutto il transitorio ad essere incostituzionale, ma solo escludere i dottori di ricerca dalla partecipazione alla procedura facilitata. I giudici della Corte Costituzionale potrebbero in questo caso confermare l’orientamento già espresso per i docenti di ruolo. Verrebbe così a cadere anche l’ipotesi di marcia indietro sul concorso straordinario per i diplomati magistrali paventata dalla Fedeli.