Scuola, è caos vaccini, ultime notizie: 'Su docenti e presidi gravano responsabilità e decisioni'

La questione vaccini a scuola fa discutere, ancora una volta, il mondo politico. E’ un caos completo, come sottolinea il sito di Radio Cusano Campus, visto che l’emendamento al decreto Milleproroghe rinvia, di fatto, di un anno l’obbligo vaccinale per i bimbi iscritti alla scuola dell’infanzia e agli asili nido nella fascia di età tra i 0 e i 6 anni. Una situazione grottesca se consideriamo che il neo ministro della Salute, Giulia Grillo, aveva diffuso una circolare, all’inizio del mese di luglio, dove si sottolinea il fatto che fosse sufficiente un’autocertificazione vaccinale in sostituzione della documentazione ufficiale ASL per l’iscrizione al nuovo anno scolastico 2018/19.

Vaccini, presidente ANP-Lazio: ‘Non si può cambiare due volte in meno di un mese’

Il presidente dell’ANP-Lazio, Mario Rusconi, ha denunciato il fatto che, in meno di un mese, sono cambiate due volte le regole riguardanti l’iscrizione all’infanzia e agli asili nido.

‘I presidi, seguendo il calendario annuale delle attività e comunque entro fine luglio, hanno già formato le classi e le sezioni secondo i criteri stabiliti dal Consiglio d’Istituto ma senza i contenuti dell’emendamento appena approvato – ha affermato Rusconi – I decisori politici, dimostrano così di non conoscere i tempi e il calendario della scuola’.

Rusconi: ‘Si vogliono far gravare su presidi e docenti responsabilità e decisioni’

‘Per garantire ai bambini il mantenimento delle relazioni tra loro e con il gruppo classe – prosegue il presidente dell’ANP-Lazio – le sezioni così formate al primo anno proseguono negli anni successivi. L’emendamento non tiene conto di questo fondamentale principio e, per assicurare la distribuzione dei non vaccinati, apre alla possibilità che i bambini possano cambiare classe, causando evidenti effetti negativi sia sul piano educativo che su quello formativo. Per la politica – conclude Rusconi – gli interessi di una parte prevalgono su quelli della collettività, nella scuola si antepongono agli interessi degli studenti le dispute tra adulti facendo gravare su presidi e docenti responsabilità e decisioni che invece riguardano la politica e gli amministratori’.

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