Scuola, supplenze docenti: cosa succede in caso di mancato perfezionamento o risoluzione anticipata?

Vi abbiamo riportato, nella giornata di ieri, le parole pronunciate dal ministro Bussetti al portale Quotidiano.Net, in merito all’emergenza supplenze. Il numero uno del dicastero di Viale Trastevere ha sciorinato i numeri dell’anno scolastico 2018/2019, parlando di circa 80mila supplenti su un totale di 700mila insegnanti, ovvero il dieci per cento. Bussetti ha affermato, quindi, che la ‘supplentite esiste ma se rapportata al numero totale degli insegnanti in servizio non assume contorni così catastrofici.’

Bussetti: ‘Supplenze solo il 10 per cento del totale degli insegnanti’

Resta il fatto che la ‘patata bollente‘ della ‘supplentite’, termine così caro all’ex ministro Giannini, continua a passare di mano in mano senza che si trovi una soluzione. Il fatto che possano rimanere solo le supplenze temporanee resta un’utopia, degna delle favole da ‘Mille e una notte’, anche se lo stesso ministro ritiene che sia necessario ripensare al sistema di reclutamento degli insegnanti.
Bussetti ritiene che sia quanto mai opportuno procedere ad una mappatura dei posti disponibili, in modo da bandire concorsi con posti ben precisi. In questo modo il docente sceglierà la regione in cui svolgere il concorso con la consapevolezza di ciò a cui andrà incontro.
Il sindacato Anief, però, intende criticare duramente la presa di posizione del ministro, affermando che Bussetti sta cercando di sminuire la piaga del precariato scolastico.

Anief: ‘Nessuna mappatura o inchiesta, l’unica cosa da fare è trasformare tutto l’organico di fatto in organico di diritto’

Il presidente Anief, allora, porta all’attenzione del ministro altri numeri: ‘Con le quantità reali, considerando anche le immissioni in ruolo perse, una su tre, che porteranno le supplenze ad oltre 100mila unità, la percentuale di insegnanti precari sale al 13%: considerando che stiamo parlando del comparto più grande d’Italia, si tratta del 75% di lavoratori non di ruolo di tutta la pubblica amministrazione. Siamo convinti dei nostri numeri e pronti anche ad un incontro al Miur – afferma Pacifico – dove portare le carte che confermano tutto. Ecco perché Anief è pronta a far risarcire tutti in tribunale. Sugli organici dei lavoratori della scuola – conclude Pacifico – non bisogna fare alcuna mappatura o un’inchiesta. L’unica cosa che c’è da fare è quella di trasformare tutto l’organico di fatto in quello di diritto e assumere sui posti vacanti: quelli attuali e quelli che si verranno a determinare con tale operazione. Sino ad allora, le famiglie continueranno a pagare risarcimenti, per colpa di politici o amministratore incompetenti’.

Potrebbe interessarti:  Concorso straordinario infanzia e primaria, bando in GU: Bussetti 'Ora anche quello ordinario'