Un articolo pubblicato dal quotidiano ‘Repubblica‘ (numero del 7 settembre), a firma Corrado Zunino, ha parlato della ‘gaffe‘ commessa dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in merito alla sua rinuncia a diventare professore di Diritto privato all’Università La Sapienza di Roma. Era tutto pronto per l’esame: lunedì prossimo, la commissione giudicatrice lo avrebbe accolto, insieme ad almeno tre candidati.

Premier Conte, gaffe: niente concorso all’Università La Sapienza

Fino a ieri pomeriggio, avrebbe confidato: ‘Vorrei fare il concorso, la mia storia è quella di un docente‘. Poi il clamoroso ripensamento in serata: ‘Non andrò a sostenere la prossima prova, per impegni istituzionali’. Poi la decisione finale di non fare il concorso.
Nell’articolo di ‘Repubblica’, viene menzionato quanto contenuto nel Decreto del Presidente della Repubblica (N. 382 dell’11 luglio 1980), dove viene espressamente detto che un professore è obbligato all’aspettativa se nominato alla carica di Presidente del Consiglio.
Cosa sarebbe successo se il premier avesse superato il concorso e si fosse, di conseguenza, messo in aspettativa? Sarebbe certamente arrivata una pioggia di critiche nei suoi confronti.
Giuseppe Conte, oggi, è ordinario di Diritto privato all’Università di Firenze, possiede un curriculum lungo. All’atto della sua candidatura alla presidenza del Consiglio, non mancarono le polemiche proprio in merito al suo curriculum, polemiche arrivate addirittura da oltreoceano, dall’autorevole quotidiano ‘The New York Times’. Conte dichiarò di aver, dal 2008 al 2012, ‘soggiornato per periodi non inferiori a un mese presso la New York University, per perfezionare e aggiornare i suoi studi’. Il quotidiano americano interpellò Michelle Tsai, portavoce dell’ateneo, secondo cui ‘una persona con questo nome non risulta in nessuno dei nostri registri’.
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