Malattia del lavoratore

Il tema riguardante le visite fiscali e i cosiddetti ‘furbetti dalla malattia facile‘ rimane in primo piano nella Pubblica Amministrazione. Il 1° settembre 2017 venne introdotta la novità dell’algoritmo ‘Savio’, capace di elaborare i dati relativi a quei lavoratori che si assentano per malattia e riuscendo a scovare coloro che, in modo del tutto strategico, resta a casa magari a ridosso dei giorni festivi (facendo il cosiddetto ponte) o nei weekend.

Visite fiscali, la sospensione dell’algoritmo Savio nella caccia ai ‘furbetti’

Il 14 marzo scorso, però, su consiglio del Garante, l’Inps ha sospeso l’utilizzo dell’algoritmo Savio e, pertanto, è stata sospesa anche la programmazione ‘intelligente’ delle visite fiscali, proponendo, in sostituzione, l’estrazione casuale dei malati da sottoporre a visite d’ufficio.
L’interruzione dell’attività dell’algoritmo Savio ha determinato costi ingenti all’Inps e alle imprese, riducendo in maniera consistente l’efficacia delle visite, senza contare il fatto che si è imposto ai malati delle visite di controllo che non si sarebbero mai effettuate, considerando la ‘veridicità’ della malattia indicata dal medico curante.
L’abbandono dell’uso dell’algoritmo Savio ha ridotto fortemente la possibilità di individuare i ‘furbetti’ della malattia e i casi di assenza ingiustificata alla visita fiscale: si parla, in termini di percentuale, del 26,8 per cento in meno di casi rilevati.

Boeri, Inps: ‘Tornare ai controlli mirati ed efficaci’

Il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, a questo proposito ha dichiarato: ‘C’è bisogno che sia riempito il vuoto legislativo a riguardo, con una norma ‘quadro’ di portata generale, chiara ed esplicita sul trattamento dei dati e la profilazione da parte dell’Inps. L’auspicata norma risulterà enormemente utile su vari fronti (la lotta ai fenomeni fraudolenti, la proposizione proattiva di servizi e prestazioni, l’elaborazione di studi e ricerche sull’andamento delle prestazioni e su proposte di innovazioni normative, etc.), anche nell’ambito dei controlli – anch’essi auspicabili – che il legislatore vorrà introdurre sulla fruizione dei permessi di cui alla legge 104/92, i quali costano più di un miliardo nel solo settore del lavoro privato. Quei controlli, se mirati ed efficaci, – conclude Boeri – potrebbero anche “restituire” alle aziende e al sistema produttivo centinaia di migliaia di giornate di lavoro all’anno’.
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