Scuola, 'Bussetti sui concorsi docenti dice basta idonei ma non sa o finge di non sapere'
Scuola, 'Bussetti sui concorsi docenti dice basta idonei ma non sa o finge di non sapere'
Gli studenti stanno tornando dietro i banchi di scuola per il nuovo anno scolastico 2018/2019. Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, sta rilasciando numerose interviste in merito ai grandi temi che riguardano la scuola. Anche ‘Il Messaggero’ ha incontrato il titolare del dicastero di Viale Trastevere.

Bussetti: ‘Avvio nuovo anno scolastico? Sono arrivato troppo tardi per fare grandi cambiamenti’

‘L’anno si avvia con le vecchie regole – ha precisato Bussetti – sono arrivato al ministero il 1° giugno, troppo tardi per fare grandi cambiamenti. Tuttavia ho da subito eliminato alcune criticità della Buona Scuola per riportare ordine e serenità e garantire un clima di collaborazione tra tutte le componenti del mondo della scuola. Vorrei che i nostri ragazzi trovassero scuole sicure, accoglienti e belle. Vorrei, ad esempio, che nelle scuole ci fossero gli armadietti per tutti i ragazzi. Sarebbe un modo più concreto per rendere la scuola in ambiente vivo e pieno di stimoli’.
I risultati dei test Invalsi sembrano, ancora una volta, confermare gli squilibri tra le scuole del Nord e del Sud. Bussetti ha sottolineato come non gli piaccia il ragionamento ‘in termini di Nord e Sud, perché il rischio è quello di generalizzare. Le scuole che presentano delle criticità vanno sostenute e potenziate. Più tempo pieno, maggior attenzione alle competenze di base, programmi di sostegno al metodo di studio. Per combattere la povertà educativa l’unica medicina è fare più scuola‘.

Il ministro Bussetti e lo smartphone in classe

Tra gli argomenti citati dal ministro, anche quello dello smartphone in classe. Bussetti ricorda che ‘una buona lezione è fatta da un buon maestro. Gli strumenti sono funzionali al clima relazionale e metodologico della classe. Certo poi la tecnologia avanza e dobbiamo imparare usarla nel miglior modo possibile.’
Sul fatto che, spesso, i ragazzi rinfaccino ai docenti di non essere abbastanza ‘tecnologici’, Bussetti ritiene opportuno ricordare ‘che la scuola è un mondo complesso. Puntiamo sul rispetto dei ruoli e diffidiamo dal facile giudizio. Usare la tecnologia non significa usare i social. I docenti si stanno formando e gli studenti devono imparare che la tecnologia ha una sua grammatica, complessa come l’algebra e la geometria’.

Se si parla di smartphone in classe, impossibile non rammentare il fatto che, spesso, gli studenti lo usano per chattare. Viene chiesto al ministro quali strumenti avrebbero a disposizione i docenti per impedire gli abusi. Il ministro ritiene che si tratti di un discorso complicato: ‘La cosa fondamentale è sempre stringere un’alleanza educativa, dichiarare regole chiare e certe. In questo le famiglie possono esserci di grande aiuto. A volte capita anche che lo studente, in diretta, racconti alla mamma tramite messaggio il voto che ha preso in classe’.

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