Scuola, assegnazioni docenti alle classi: ecco i chiarimenti del senatore Pittoni
Scuola, assegnazioni docenti alle classi: ecco i chiarimenti del senatore Pittoni

Un vero e proprio caos per quanto riguarda l’assegnazione dei docenti alle classi. Il quotidiano economico ‘Italia Oggi’, in un articolo firmato da Carlo Forte, sottolinea il grave disagio a cui sono sottoposti molti docenti, disagio derivante dalla diminuzione del numero degli alunni e dal dimensionamento scolastico che ha portato all’accorpamento di molte scuole in un’unica istituzione scolastica. Ne deriva che molte scuole si trovino in comuni diversi, in alcuni casi, per i docenti, si tratta di veri e propri trasferimenti d’ufficio, trasferimenti che dovrebbero essere regolamentati da procedure ben più complesse. 

Assegnazioni alle classi, docenti costretti a trasferimenti in altri comuni

Il fenomeno sta assumendo proporzioni preoccupanti soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado, dove l’istituzione dell’organico dell’autonomia ha portato all’unificazione dei codici dei plessi in un’istituzione scolastica.Tutto ciò ha indotto molti dirigenti scolastici ad assegnare classi a docenti senza tener conto della sostanziale modifica della sede geografica della prestazione. Ecco perché si potrebbe parlare di un vero e proprio trasferimento, che può essere disposto solo in osservanza di quanto contenuto negli articoli 1175 e 1375 del Codice Civile, in merito ai principi di correttezza e buona fede.

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Dirigenti scolastici che impongono le assegnazioni alle classi situate in altri comuni: nuovi contenziosi in arrivo?

Il principio base è quello del rispetto delle esigenze personali e familiari del docente interessato in considerazione di quello che è l’interesse dell’amministrazione. Purtroppo non sono rari i casi in cui i dirigenti scolastici impongono ai docenti l’assegnazione alle classi ubicate in altri comuni, senza le necessarie delibere collegiali e decidendo, pertanto, in maniera del tutto autonoma. Di fronte a situazioni come queste, è logico aspettarsi l’arrivo di una nuova ondata di contenziosi.