Scuola, diplomati magistrali: Rampelli (Fdi) promette battaglia e contrattacca
Scuola, diplomati magistrali: Rampelli (Fdi) promette battaglia e contrattacca

La questione riguardante i diplomati magistrali continua ad essere al centro dell’attenzione del dibattito politico anche e soprattutto all’indomani dello sciopero del personale scolastico di ieri, 11 settembre, con manifestazione in Piazza Montecitorio. Fratelli d’Italia ha pubblicato una nota in cui si sottolinea il massimo impegno per rimediare a questa situazione: il partito di destra sottolinea oltre modo come sia triste vedere due forze politiche che hanno condiviso l’impegno politico contro la Buona Scuola Renzi, replicare gli stessi errori della riforma firmata dal Partito Democratico.

Diplomati magistrali, Fratelli d’Italia: ‘Si sta avviando il processo di licenziamento’

Il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli ha garantito l’impegno di Fratelli d’Italia al fianco dei precari diplomati magistrali: ‘Abbiamo lavorato a un pacchetto di emendamenti da presentare in aula – si legge in una nota pubblicata dal partito – ma la scelta di mettere la fiducia scende sulla scuola come una mannaia. Saremo costretti a rimediare con degli ordini del giorno che, per prassi, il governo, spesso non rispetta. È triste constatare che due forze politiche con le quali abbiamo condiviso l’importante battaglia contro la finta riforma del Pd, in Parlamento e in piazza, stiano replicando gli stessi errori di Renzi. Eravamo d’accordo nel dire che gli insegnanti precari che hanno servito per decenni lo Stato e le famiglie italiane consentendo con il loro servizio di tenere aperti istituti- che senza di loro, sarebbero rimasti chiusi – andassero stabilizzati. Eravamo d’accordo nel dire che i concorsi di fatto erano stati sostenuti attraverso i corsi abilitanti, onerosi e ferocemente selettivi’.
Rampelli ha concluso il proprio intervento con queste parole: ‘Concetti che restano oggi inghiottiti nel primo voto di fiducia richiesto dal ‘governo del cambiamento’, uccidendo sul nascere il confronto parlamentare, facendo decadere gli emendamenti migliorativi del provvedimento, avviando il processo di licenziamento degli insegnanti. Chissà per quale motivo il lupo al potere sembra perdere il pelo ma non il vizio…’.

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