Scuola, ministro Bussetti: 'Insegnanti e presidi dipendenti delle Regioni? Più risorse per gli stipendi'

In occasione di un intervento a ‘Repubblica TV’, il ministro dell’istruzione, Marco Bussetti, ha risposto ad una serie di domande formulate da Corrado Zunino. Una di queste domande riguardava proprio i concorsi e quale sarà il percorso che intende intraprendere il ministro per i prossimi anni.

Concorsi, Bussetti: ‘Devo renderli più snelli, agevoli e chiari’

‘Intendo semplificare le procedure concorsuali. Vinci il concorso, diventi insegnante. – ha sottolineato Bussetti – Non che prima ti devi fare tutta una serie di brevetti, titoli, percorsi per arrivare poi a dire: ‘Va beh, ora possa anche ambire….’. I tre anni di percorso FIT potrebbero trasformarsi in un’altra cosa, per chi ce li ha già, potrebbero essere valutati ai fini di un concorso….Questo si, perché vuol dire che chi li ha fatti potrebbe dire: ‘Io ho perso tempo…’, questo è evidente. Però devo semplificare le prove concorsuali, renderle più snelle, agevoli e chiare. E devo dire: ci sono 500 posti. Bene, i primi 500 avranno la loro cattedra. E poi se ne farà un altro di concorso perché ne servono altri 300 e così via…’

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Bussetti: ‘Concorsi straordinari? Io li eviterei, ma le sembra giusto?’

Ogni due anni? Chiede Corrado Zunino. ‘Quando sarà necessario – risponde il Ministro Bussetti – anche prima o magari subito dopo. Io eviterei i concorsi straordinari…’

Zunino, infatti, sottolinea il fatto che la Corte Costituzionale potrebbe sancire la loro incostituzionalità e quindi lasceremmo delle persone che hanno fatto un percorso con in mano un cerino, (sospese…e non va bene, aggiunge il Ministro). ‘Ma le sembra giusto? E’ chiaro che bisognerà avere la pazienza per lavorare insieme per mettere ordine a tutta una situazione che ormai vive queste riforme da tanti anni.