Neoimmissione in ruolo e aspettativa non retribuita: la guida
Neoimmissione in ruolo e aspettativa non retribuita: la guida

Molti insegnanti neoimmessi in ruolo, da come si legge anche sui social, hanno presentato domanda di aspettativa non retribuita. Questa tipologia di aspettativa può essere richiesta per motivi familiari ma anche per semplici motivi personali. E in questi casi non è necessario allegare alcuna documentazione alla domanda. Spetterà al Dirigente Scolastico valutare se accettare la richiesta o meno. Un’altra tipologia è anche l’aspettativa non retribuita per “motivi di lavoro” . In quest’ultimo caso va attestato l’altro lavoro e allegata la relativa documentazione alla domanda di aspettativa. Ma cosa comporta l’aspettativa non retribuita a chi è stato appena neoimmesso in ruolo?

Aspettativa non retribuita: le conseguenze

Molti neoimmessi in ruolo, a causa prevalentemente dell’assegnazione di una scuola troppo distante, hanno adottato l’escamotage dell’aspettativa non retribuita. Si tratta però di una scelta che non è priva di conseguenze, sebbene non gravi. Innanzitutto questa condizione farà slittare l’anno di prova all’anno scolastico successivo. Va ricordato infatti che ai fini del superamento dello stesso sono necessari 180 giorni lavorativi. Inoltre va aggiunto che, durante il periodo di aspettativa, non possono essere svolte supplenze da seconda fascia G.I (per chi fosse stato immesso in ruolo con riserva e permanga anche in quest’ultima graduatoria a pieno titolo). Infine va tenuto presente come, in “regime” di aspettativa non retribuita, non solo non si percepisca alcuno stipendio ma non maturino nemmeno nè l’anzianità di servizio nè i contributi ai fini pensionistici.

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Aspettativa non retribuita: quali diritti permangono

Chiedere l’aspettativa non retribuita può permettere comunque di conservare alcuni diritti. Prima di tutto consente di congelare il ruolo ottenuto conservandolo, senza incorrere in quelle conseguenze che un’eventuale rinuncia avrebbe comportato. Inoltre, trovarsi in questa condizione, non preclude la possibilità di usufruire della Carta Docente, e quindi del buono di 500€. Ciò per permettere in ogni caso la formazione professionale dell’insegnante.