Diplomati Magistrale, continuano le estromissioni dalle GaE: il caso Bari
Diplomati Magistrale, continuano le estromissioni dalle GaE: il caso Bari

La questione diplomati magistrali da stabilizzare domina la scena nelle discussioni sui social. Il Moviefest di Torino è stata la cornice di un acceso dibattito che ha visto protagonisti alcuni parlamentari 5 Stelle da un lato e diplomati magistrali dall’altro. Sono volate parole grosse e Silvia Chimienti è intervenuta con dei post a difesa di Lucia Azzolina. A dire il vero, nei giorni immediatamente precedenti il voto di fiducia del decreto milleproroghe alla Camera dei Deputati, era stato attaccato anche il presidente della VII commissione cultura del Senato, senatore Mario Pittoni. Il ministro Bussetti è sceso in campo per difenderli con un post scritto sulla sua bacheca personale.

Il post di Bussetti

Il ministro Marco Bussetti ha inteso porre un freno a quelli che lui stesso ha definito attacchi personali nei confronti della deputata Lucia Azzolina, del senatore Mario Pittoni e di altri parlamentari. Il riferimento è alle veementi polemiche dei diplomati magistrali scaturite dalla decisione di mantenere chiuse le graduatorie di esaurimento. Bussetti ha sottolineato che non è colpa dell’attuale governo se ci si trova in questa situazione. La colpa è tutta di chi ha generato questo caos al quale ci si sta impegnando per risolvere una questione dolorosa che dura da troppo tempo. Il ministro coglie l’occasione anche per ringraziare tutti coloro che si stanno adoperando ad una soluzione positiva stigmatizzando le minacce e intimidazioni rivolte all’indirizzo dei parlamentari dell’attuale governo.

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La voce dei DM

Immediatamente dopo la conclusione del Moviefest c’è stato anche chi, all’interno della categoria dei diplomati magistrali, si è dissociato dai comportamenti e dai toni ingiuriosi denunciati da Silvia Chimienti. È anche vero che una sparuta minoranza non può rappresentare il pensiero di tutti. In diversi hanno respinto l’accusa di aver rivolto ingiurie e minacce, ma solamente il dissenso per una scelta politica che è apparsa come una marcia indietro tutta rispetto alle dichiarazioni rilasciate quando al governo c’era il PD che approvò la legge 107. Il timore è quello di venire ignorati un’altra volta dalla politica per scongiurare altri tragici errori.