Scuola, Carta del Docente 500 euro: chiarimenti sulle tempistiche di spesa
Scuola, Carta del Docente 500 euro: chiarimenti sulle tempistiche di spesa

Lo scorso 12 settembre, il Ministero dell’Istruzione ha riattivato la Carta del Docente, caricando anche quest’anno i 500 euro spettanti ai docenti di ruolo per la formazione e l’aggiornamento professionale. A questo proposito, facciamo il punto della situazione dopo l’approvazione (lo scorso 14 settembre) dell’emendamento al decreto Milleproroghe. I docenti hanno ottenuto il ripristino delle somme relative al 2016/2017, somme residue che, comunque, andranno spese entro il 31 dicembre 2018.

Bonus 500 euro docenti: facciamo chiarezza sulle tempistiche

E’ opportuno precisare che tale scadenza riguarda esclusivamente i soldi non utilizzati relativi al 2016/2017. Per quanto riguarda, invece, le somme residue relative all’anno scolastico 2017/2018 nonché le somme spettanti per il nuovo anno scolastico 2018/2019, queste potranno essere spese anche in un secondo momento. E’ opportuno ricordare come il testo legislativo debba essere ancora approvato in Senato, anche se l’approvazione viene considerata un atto meramente formale.

La Carta del Docente è un provvedimento inserito nell’articolo 1, comma 12, della legge 107/2016: il bonus spetta unicamente ai docenti di ruolo, assunti a tempo indeterminato a tempo pieno o parziale, compresi i docenti neoassunti in periodo di formazione e di prova.

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Carta del Docente, il ministro Bussetti ha aperto alla possibilità di estendere la platea dei beneficiari agli insegnanti precari

Al momento non è prevista l’estensione del beneficio della Carta del Docente anche agli insegnanti precari anche se il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, durante la recente intervista rilasciata a ‘Repubblica Tv’, ha aperto alla possibilità di poter ampliare la misura anche a chi sottoscrive contratti a tempo determinato. Attualmente il beneficio è precluso anche agli educatori. recentemente, il Tar del Lazio si è espresso a favore della categoria, ma il Ministero ha impugnato la sentenza di fronte al Consiglio di Stato: la Consulta dovrebbe pronunciarsi sul caso nei prossimi giorni.