Scuola, ministro Bussetti: 'Ecco la mia scuola, basata sui fatti e non sugli annunci'
Scuola, ministro Bussetti: 'Ecco la mia scuola, basata sui fatti e non sugli annunci'

Nel corso di un’intervista rilasciata a Agi (Agenzia Giornalistica Italiana), il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, è tornato sui temi caldi riguardanti la scuola, e in modo particolare sulla riforma approntata da chi lo ha preceduto, vale a dire la Buona Scuola (lasciando stare la parentesi Fedeli). Un ministro che promette una scuola basata ‘sui fatti e non sugli annunci’.

Ministro Bussetti su Buona Scuola

Sul tema del cellulare in classe, questione che venne rilanciata dall’ex sottosegretario Faraone prima e dalla stessa ministra Fedeli, Bussetti sembra avere le idee chiare: ‘Se il telefonino serve per scopi didattici e ce l’hanno tutti, perché no. Altrimenti stia spento’.

Poi parte l’attacco alla riforma renziana: ‘Il precedente governo non ha ascoltato, è stato miope – ribadisce il titolare di Viale Trastevere – Ha calato tutto dall’alto, senza condivisione. L’immissione in ruolo di decine di migliaia di docenti è stata concepita e gestita male, provocando l’allontanamento forzato di molte persone da casa.’

Citando l’accantonamento della chiamata diretta, Bussetti non ha intenzione di buttar via tutto della Buona Scuola: ‘Alcuni elementi abbiamo intenzione di mantenerli, migliorandoli. Ad esempio l‘alternanza scuola-lavoro che deve essere una modalità formativa e di orientamento, uno strumento didattico che arricchisce il percorso degli studenti. Diminuiremo il numero delle ore per puntare maggiormente sulla qualità. Daremo alle scuole linee guida adeguate’.

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Ministro Bussetti su vaccini e Invalsi

Sul discorso vaccini, Bussetti taglia corto: ‘I vaccini sono un tema di salute pubblica. Il nostro obiettivo come ministero dell’Istruzione e’ evitare problemi, incomprensioni e disorganizzazione nell’avvio dell’anno scolastico e garantire che tutti i bambini possano frequentare la scuola.’

Infine, una precisazione sul tema riguardante l’Invalsi: ‘Nel caso della secondaria di I grado, le medie, l’Invalsi è stato requisito di accesso nell’esame dello scorso giugno, ma, dopo anni, è uscito dalla valutazione: non fa più media, non incide sul voto finale. Si tratta di un grosso cambiamento, forse non tutti l’hanno colto. Alle superiori quest’anno entra in vigore un nuovo esame su cui stiamo per dare indicazioni precise in merito alle prove. E rispetto al quale abbiamo già annunciato che ci sarà un cambiamento: l’alternanza non sarà requisito di accesso. Non può essere centrale nell’esame finale. Il rinvio sull‘Invalsi ci consente di affinare il quadro sulla maturità, di mettere a punto un esame che sia rispettoso della preparazione e del percorso dei ragazzi’