ATA, stop appalti di pulizia e stabilizzazione Lsu: tutto da rifare

I servizi igienici delle scuole italiane sono troppo sporchi. Condizioni igieniche non adatte al benessere degli alunni e così il 51% dei genitori è preoccupato. E’ quanto emerge dall’indagine “Hygiene and Health Report 2018-2019” condotta da Essity, azienda mondiale che opera nel settore dell’igiene e della salute. Ma che fine ha fatto la risoluzione numero 37 di Luigi Gallo (M5S) che a metà settembre sarebbe dovuta finire in Parlamento, tra le altre motivazioni anche per porre fine a questa situazione? Lo stop agli appalti di pulizia dovrebbe, infatti, portare all’assunzione di 12 mila unità di personale ATA.

Scuole sporche: nuove assunzioni ATA 

I dati dell’indagine sono stati riportati dal Corriere della Sera e ciò che emerge dell’Italia è alquanto allarmante: il 51% del campione esaminato, dei genitori, avrebbe dichiarato che i propri figli tendono a non utilizzare i bagni delle scuole. Di questi circa 1000 genitori, l’11% afferma addirittura che i propri figli tratterrebbero i bisogni fisiologici per le condizioni precarie di pulizia delle scuole che frequentano. Tra i Paesi europei l’Italia starebbe al primo posto riguardo la preoccupazione dell’igiene scolastica, che potrebbe avere ripercussioni sullo stato di salute generale degli scolari. Proprio per porre argine a questa situazione Luigi Gallo, presidente della Commissione cultura della Camera, cerca da mesi di mettere lo stop agli appalti di pulizia esterni, assumendo nuovi collaboratori scolastici. In realtà non ci sono stati più risvolti sulla risoluzione numero 37. Essa doveva essere presentata in Parlamento a metà settembre, così come aveva dichiarato lo stesso Gallo lo scorso 28 agosto direttamente dalla sua pagina Facebook.

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Assunzioni ATA con lo stop agli appalti di pulizia di Gallo

Che fine abbiano fatto le nuove assunzioni ATA tutt’oggi non è chiaro. Se la risoluzione 37 dovesse passare andrebbero a stabilizzarsi 12 mila unità di personale attualmente assunto da ditte esterne. “Un atto che: internalizza i servizi di pulizia nelle scuole; stabilizza 12 mila lavoratori; garantisce scuole più pulite e sorvegliate; permette un risparmio di 200 milioni all’anno”, queste le motivazioni principali che aveva esposto Gallo sulla stabilizzazione dei lavoratori delle ditte e cooperative esterne di pulizia nelle scuole. Lavoratori che andrebbero a far parte del personale ATA e si chiuderebbe così il capitolo degli appalti di pulizia esterni, fonte di problemi ormai da anni.