Ricorso bocciature, il Giudice:
Ricorso bocciature, il Giudice: "bastano due gravi insufficienze per dare ragione ai prof"

Chiuso finalmente dal Tribunale di Trento il caso del ricorso di un alunno di III liceo bocciato con due sole gravi insufficienze. La sentenza fornisce anche delle valide spiegazioni che faranno di certo discutere: la discontinuità nello studio può determinare la bocciatura dello studente.

Respinto il ricorso dei genitori di un alunno bocciato, il Tar: “anche con due sole insufficienze degli studenti i ricorsi dei genitori sono bocciati”

A riportare la notizia, paradossalmente clamorosa (visto i tempi), è stato il giornalista Attilio levolella de “Il Tempo”. Si, perchè di clamoroso c’è il fatto che questa volta le intenzioni e i buoni propositi degli insegnanti sono stati appurati da un Giudice e meritevolmente confermati.

La sentenza questa volta da piena ragione agli insegnanti di un intero Consiglio di Classe che avevano deciso di fermare uno studente di III Liceo, reo di aver studiato con parecchia discontinuità. La responsabilità imputabile al ragazzo consiste proprio nella sua altalenante preparazione. Le gravi insufficienze riscontrate dal Giudice hanno riguardato due sole materie, ma sono bastate per respingere il ricorso presentato dalla famiglia del ragazzo.

Si è conclusa con questo triste epilogo per lo studente la turbolenta vicenda che ha visto contrapposti la famiglia di uno studente del III Liceo di un Istituto superiore del Trentino e l’Istituto che aveva decretato nei mesi scorsi la sua bocciatura.

Le impreparazioni e le insufficienze gravi del ragazzo accertate dagli insegnanti durante le prove di verifica svolte durante l’anno scolastico appena passato, hanno determinato la decisione di fermare il giovane allievo. Lo stesso, quindi, non potrà neanche partecipare ai ‘corsi di recupero’ predisposti dallo stesso Istituto Scolastico.

L’unica alternativa rimasta allo studente sarà quella di ripetere l’anno, cercando di ottenere la promozione con impegno e costanza.

La vicenda del ricorso

Tutto ha inizio alla fine dello scorso anno scolastico, quando giunge presso l’abitazione della famiglia del giovane studente la missiva della scuola, la quale informava gli stessi genitori della grave decisione intrapresa dal consiglio di classe e relativa appunto alla bocciatura del proprio figlio.

Tale decisione, peraltro, era supportata da un verbale dettagliato in cui si evidenziavano le gravi insufficienze e le enormi lacune possedute dallo studente in due materie solamente: Matematica e Informatica. Secondo i docenti della classe, all’unanimità, tali lacune erano talmente gravi da non poter essere recuperate, neanche attraverso i famosi corsi di recupero.

Una volta appresa la notizia, immediatamente i genitori dello studente hanno mosso ricorso al Tribunale regionale amministrativo di Trento contro l’Istituto, contestando l’operato e la decisione presa dall’intero Consiglio di Classe.

I due genitori ricorrenti hanno sin da subito sostenuto che “il Liceo non ha mai fornito loro esplicite comunicazioni in merito alla situazione didattica del figlio, limitandosi solo a «segnalare alcune difficoltà riscontrate nell’andamento scolastico del ragazzo”. Non solo, ma secondo i genitori la scuola non ha mai indicato nelle loro missive neanche il rischio concreto che quelle due insufficienze avrebbero potuto compromettere l’intero anno dello studente con la sua definitiva bocciatura.

Le motivazioni della sentenza

Ecco in breve le motivazioni a supporto della sentenza: i giudici del Tar osservano che il ragazzo, «nonostante un’evoluzione confortante nel corso dell’anno», ha in ogni caso ottenuto «insufficienze gravi in due discipline, Matematica ed Informatica, considerate fondamentali per il suo percorso di studi».

«L’impegno profuso nel recupero nel corso dell’anno è stato discontinuo», con l’aggravante di «numerose assenze». Ragionevole, quindi, ritenere che, «nonostante il recupero di molte insufficienze», il comportamento dello studente, «connotato da incostanza, da mancanza di regolarità e di sistematicità nello studio, da un’applicazione limitata a determinati ambiti», rende poco plausibile l’ipotesi di «rimediare nel breve periodo le gravi insufficienze residue in Matematica ed Informatica».