Scuola, Mario Pittoni: 'Abolizione ambiti, ripristino della titolarità su scuola', chiarimento
Scuola, Mario Pittoni: 'Abolizione ambiti, ripristino della titolarità su scuola', chiarimento
Il senatore Mario Pittoni ha pubblicato, sul proprio profilo Facebook, un post all’interno del quale si intende fare chiarezza sull’abolizione della chiamata diretta dei docenti. Il percorso da intraprendere sarebbe quello dell’abolizione della titolarità d’ambito e il ritorno alla titolarità di istituto. Il Presidente della 7° Commissione Cultura al Senato ha voluto fare chiarezza in merito ad alcune errate interpretazioni circolate sul Web, in merito alle assegnazioni provvisorie.

Mario Pittoni, chiarimenti su abolizione chiamata diretta docenti

‘Con il ddl “Abolizione della chiamata diretta dei docenti” – si legge all’interno del post dell’onorevole Pittoni – il comma 73 della legge 107 resta in vigore per quanto attiene al 1° e al 2° periodo. Il 3° e il 4° periodo (che comunque hanno esplicato i loro effetti per gli anni scolastici 2016/2017, 2017/2018 e, in parte, 2018/2019) non possono essere abrogati, se non a prezzo di vedere annullati i movimenti e le nomine in ruolo degli ultimi tre anni scolastici, con effetti a dir poco catastrofici sull’intero sistema istruzione.’

Abolizione titolarità d’ambito e ripristino titolarità su scuola

‘La strada presa dal ddl è invece quella del loro superamento al 100% a decorrere da data certa (31 dicembre 2018) – prosegue Pittoni – con l’abolizione della titolarità d’ambito e il ripristino della titolarità di istituto. Quanto alla questione della concreta acquisizione/riacquisizione della titolarità di istituto in luogo di quella su ambito, è evidente che per “ultima sede di servizio” si intende quella “entro l’ambito di titolarità“, non potendosi in alcun caso ipotizzare una titolarità (che per definizione è connessa al concetto di organico di diritto) che vada a cadere su una scuola fuori dall’ambito in cui il docente, in forza della disposizione di legge che si intende abrogare, è divenuto titolare. Non è pertanto un refuso l’utilizzo della “o” (invece della “e”) perché la prima fattispecie si riferisce a quei casi, non pochi statisticamente, in cui il docente ha prestato servizio in una scuola compresa nell’ambito di titolarità, ma presso la quale non ha stipulato il contratto di incarico previsto dalla legge 107 per tre anni.’
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