sostegno: uno "strumento" per passare al posto comune?

Gli insegnanti di sostegno assumono un’importanza fondamentale nella scuola. E ogni anno ne aumenta la richiesta, perché sempre maggiore è il numero di alunni (soprattutto della scuola d’infanzia e primaria) con bisogni “speciali”. Ma proprio per la specialità delle esigenze che caratterizza questi bambini, occorrono figure opportunamente preparate e dotate della dovuta specializzazione. Si tratta però di figure purtroppo ancora carenti.

Insegnanti di sostegno non abilitati

Massimiliano Sambruna di Cisl Scuola, intervistato da Il Giorno, lancia l’allarme, in particolare in Lombardia, sulla carenza di insegnanti di sostegno abilitati. Il dato che emerge è quello di pochissimi posti di sostegno vacanti ricoperti da neoimmessi in ruolo, con la conseguenza che i molti rimanenti verranno ricoperti con ogni probabilità da insegnanti privi di specializzazione. In realtà questa situazione non è circoscritta solo alla Lombardia ma riguarda molte regioni d’Italia. Si torna dunque a parlare dell’esigenza di garantire sempre maggiori corsi di formazione per abilitare un numero più elevato di insegnanti di ogni ordine e grado.

Potrebbe interessarti:  Scuole aperte 24 ore, solo una bella dichiarazione

La mancata continuità didattica

Un’altra conseguenza della carenza di insegnanti specializzati è quella della mancata continuità didattica. Molti bambini si ritrovano a cambiare l’insegnante di sostegno ogni anno, trovandosi disorientati e privi di un punto di riferimento fermo. Una frase poi che fa molto riflettere sull’errato utilizzo di questa figura didattica, proviene ancora dalle parole di Sambruna :” Il sostegno non deve essere uno “strumento” per poi passare al posto comune “. Eppure l’impressione generale pare proprio essere quella di insegnanti magari supplenti, senza opportuna abilitazione, che accettano supplenze su sostegno ogni anno in scuole e classi diverse, per fare punteggio in graduatoria, e per poi passare al ruolo su posto comune appena se ne presenta la possibilità. In questo modo non vengono di sicuro messi in primo piano i bisogni che alcuni bambini hanno. Si tratta dunque di una situazione che necessita di un tempestivo intervento, con maggior rigore nella scelta di questi insegnanti e una specializzazione davvero obbligatoria.