Scuola, ministro Bussetti annuncia: 'Reclutamento docenti, si cambia', ecco le novità

Il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha concesso un’intervista al quotidiano economico ‘Italia Oggi‘: il titolare del dicastero di Viale Trastevere ha confermato la sua intenzione di cambiare il sistema di reclutamento dei docenti: sono troppi, infatti, i tre anni del FIT, la formazione iniziale e tirocinio. Serve un meccanismo più rapido al fine di ovviare in tempi più brevi al fabbisogno di insegnanti.

Bussetti cambia il sistema di reclutamento docenti: ‘Unica strada di accesso i concorsi’

Il motto del ministro Bussetti è: ‘Dare regole certe’. ‘E’ arrivato il momento di stabilire un’unica strada di accesso – ha dichiarato Bussetti – quella dei concorsi in base ai posti vacanti e disponibili’. Il ministro parla anche di ‘vincoli di permanenza per un certo numero di anni’.

Serve cambiare rotta rispetto al passato, bisogna farlo immediatamente. Ecco perché l’obiettivo sarà quello di individuare il fabbisogno delle scuole di tutto il Paese e bandire concorsi sulla base di quei fabbisogni. ‘Inutile costruire altre sacche di precariato – ha affermato Bussetti – abbiamo ereditato una situazione intricata’.

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Basta la laurea, entro il 2019 il nuovo concorso per reclutare giovani insegnanti

Secondo il nuovo progetto del Miur, basterà avere la laurea per partecipare ai concorsi, anche se la laurea dovrà essere integrata con esami ad hoc, con una formazione prevista già durante gli anni universitari. Chi passerà il concorso, potrà accedere alla cattedra. Si tratta di un cambiamento che intende privilegiare il processo di ringiovanimento della classe docente: insegnanti più giovani con l’obiettivo di evitare gli errori commessi anche quest’anno, quando su 57mila posti disponibili oltre 32 mila cattedre sono rimaste senza ‘proprietario’.

Una svolta che dovrebbe avere effetti immediati, visto che il ministro Bussetti intende bandire un concorso per giovani laureati già il prossimo anno, un concorso che possa permettere tempi celeri nelle assunzioni. Una svolta che, certamente, non mancherà di scaturire polemiche all’interno della classe docente, soprattutto tra chi attende il ruolo da anni e anni.