Il disegno di legge sui 36 mesi visto dai docenti precari

Il disegno di legge 355 del senatore Mario Pittoni passerà al vaglio del parlamento la prossima settimana. Diverse e di segno contrastante le reazioni dei docenti precari alla notizia. Ansia e forte preoccupazione nei docenti abilitati della seconda fascia delle graduatorie di istituto, attualmente costretti al palo dalle difficoltà burocratiche incontrate dagli USR, grande favore e speranza nei docenti non abilitati con servizio di 36 mesi della terza fascia delle graduatorie di istituto.

I timori della II fascia

L’immagine in calce al presente articolo sintetizza le principali modifiche previste dal disegno di legge. La prospettiva di stabilizzazione al conseguimento del 36esimo mese di servizio svolto su posto vacante e disponibile (ossia fino al 31 agosto) presta il fianco alle critiche dei docenti della seconda fascia che temono di essere scavalcati nelle graduatorie di merito regionali dai colleghi non abilitati. Crescente si leva il desiderio di poter visionare la bozza integrale per poter scongiurare l’ipotesi tanto temuta.

La speranza della III fascia

Lo stop imposto dal Consiglio di Stato ai ricorsi dei docenti laureati, con il rinvio al TAR per la sentenza di merito e l’attesa per la pronuncia della Corte Costituzionale, si traduce per i docenti della terza fascia in un’ enorme incognita per la loro stabilizzazione. Poter comunque lavorare con contratti di supplenza fino al 31 agosto significa poter raggiungere uno dei requisiti previsti dal disegno di legge attualmente allo studio. Identica la richiesta da parte loro di poterne esaminare il contenuto.

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Una possibile interpretazione

Emerge anche una interpretazione ottimistica avanzata da qualcuno che si fonda sul ragionamento seguente. È stato tolto il conteggio sui 36 mesi con contratti al 31 agosto, trasformandolo come “36 complessivi anche non continuativi” e quindi anche come somma di supplenze brevi. In pratica avendo tutti il diritto alla stabilizzazione, nessuno potrà scavalcare alcuno. E nessuno potrà pretendere l’assunzione perché subordinata alla disponibilità dei posti annualmente messi a ruolo. Ricordiamo che la disposizione è valida solamente per quelle classi di concorso che risultano esaurite.