Emergenza supplenze: il disastro del reclutamento

I numeri relativi alle supplenze sono impietosi, secondo i dati snocciolati dalla CGIL. Sul portale del sindacato si legge che sono rimaste scoperte oltre il 50% delle cattedre. In teoria erano disponibili 57.322 posti di cui 13.329 erano posti di sostegno. Sono 6.433 quelli destinati al FIT, mentre circa 30000 docenti abilitati attendono ancora la pubblicazione dei calendari dei colloqui orali. A 30 giorni dall’avvio dell’anno scolastico le scuole sono ancora alle prese con il conferimento delle supplenze. Tantissimi ancora i vuoti nell’organico da colmare, con buona pace della continuità didattica.

Ancora cattedre scoperte

Giungono segnalazioni da diverse province italiane del centro nord. Per molte classi di concorso esaurite sono state espletate le convocazioni rivolte alla seconda fascia delle graduatorie di istituto. Molte le cattedre rimaste scoperte riproposte ai docenti della terza fascia. Anche in questo caso non c’è stata accettazione e Facebook pullula di messaggi di ricerca urgente di docenti con invito a rimettere Mad. Emblematico il caso della provincia di Pistoia per l’insegnamento dell’Italiano. Sono 17 le cattedre ancora disponibili al primo e al secondo grado.

Potrebbe interessarti:  Scuole aperte 24 ore, solo una bella dichiarazione

Mancano maestri

Non va meglio nemmeno all’infanzia primaria dove, esaurite le Gae e le graduatorie di seconda fascia, in molte province si sta convocando da Mad. Tutta particolare la situazione sul sostegno dove il recente aggiornamento delle graduatorie, con l’inserimento dei nuovi specializzati, ha indotto le segreterie a rieffettuare le convocazioni anche per i posti comuni. Sono diversi, infatti, i docenti non specializzati che avevano accettato una supplenza sul sostegno che adesso dovranno lasciare.

Perseverare diabolicum

Sono questi i risultati delle scelte politiche di un governo che ha preferito ‘accartocciarsi‘ dietro un semplice orientamento emesso in adunanza plenaria. Con un paio di decreti legislativi ben studiati e assestati sarebbe stato possibile superare quell’handicap. Adesso l’attenzione è tutta rivolta al disegno di legge Pittoni sui 36 mesi. I docenti abilitati, in special modo i TFA II ciclo, temono di vedersi scavalcati dai docenti della terza fascia. Scongiurare questa eventualità si deve e si può, come spiega l’infografica che segue.