Pensioni scuola, turn over docenti storico con Quota 100: 'Riapriamo le GaE'
Pensioni scuola, turn over docenti storico con Quota 100: 'Riapriamo le GaE'

Primo step del Governo per superare la Legge Fornero sul tema pensioni: la nuova misura Quota 100 che entrerà in vigore dal prossimo 1° gennaio 2019 dovrebbe permettere ad almeno 300-400mila persone di poter accedere alla pensione. Una Quota 100 con un doppio vincolo, quello legato ai 62 anni minimi di età anagrafica e ai 38 di contributi: l’esecutivo Conte sta ancora lavorando sui dettagli del nuovo strumento di anticipo pensionistico per evitare di ‘sforare’ con il tetto massimo di nuovi pensionati, date le risorse limitate da stanziare nella Legge di Bilancio 2019 (8 miliardi circa). Altro obiettivo del Governo quello di scongiurare l’aumento di cinque mesi (dal 2019) per la pensione anticipata senza vincoli di età anagrafica, aumento dettato dal meccanismo di adeguamento dell’età pensionistica all’aspettativa di vita (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 e 3 mesi per le donne gli attuali requisiti che verrebbero ‘congelati’)

Pensioni scuola, riaprire le Gae come soluzione al turn over storico che si profila con la nuova Quota 100

‘In tal caso, – come indicato da una nota pubblicata dal sindacato Anief – per la scuola si profilerebbe un vero esodo, con circa 200 mila docenti, Ata e dirigenti scolastici che lascerebbero il servizio, aprendo la possibilità ad un turn over storico.’
Il presidente del sindacato, Marcello Pacifico, ritiene che la mossa del Governo sia positiva: certo, ‘è un primo passo per garantire il cambio del turn over e mitigare quel gap generazionale nella scuola più vecchia del mondo. L’attuazione della manovra, che dovrà necessariamente essere fatta senza far perdere un euro ai lavoratori che ne beneficeranno, renderebbe ancora più impellente l’esigenza di riaprire le GaE, considerando che i concorsi il prossimo anno non saranno ancora terminati e scongiurando in tal modo che le supplenze raggiungano livelli assurdi.’

Scuola, Pacifico: ‘Bisogna pensare ad ulteriori finestre pensionistiche: la professione dell’insegnante è a rischio burnout’

‘Per il comparto scolastico, comunque, – prosegue Pacifico – bisogna ripensare a ulteriori finestre pensionistiche, oltre alla possibilità dopo 30 anni di insegnamento di poter svolgere altre funzioni rispetto alla didattica frontale: la professione, infatti, è altamente stressante e a rischio burnout e lo sanno bene gli altri Paesi d’Europa, dove si lascia in media la cattedra a 63 anni, con Francia e Germania che offrono la possibilità di andare in pensione tra i 25 e i 27 anni di insegnamento e senza penalizzazione alcuna sull’assegno di quiescenza’.
Potrebbe interessarti:  Diplomati magistrali, DMA: riapertura GaE atto di giustizia