Scuola, è caccia ai supplenti: disastro assunzioni ma il Miur non si muove

Un avvio di anno scolastico 2018/9 problematico e non poteva essere altrimenti. E’ nuovamente caccia alle supplenze, diretta conseguenza del flop delle assunzioni docenti per il 2018/9. Sono ancora diverse le cattedre da assegnare e gli Uffici scolastici hanno preso in mano la ‘patata bollente’, cercando di trovare il maggior numero di soluzioni dalle convocazioni per scorrimento delle graduatorie di istituto.

E’ ancora caccia ai supplenti dopo quasi un mese dall’inizio delle lezioni

Troppe graduatorie esaurite ma i docenti abilitati ci sono, sottolinea il sindacato Anief, che rincara la dose sottolineando come allo Stato italiano convenga troppo mantenere alto il numero dei supplenti. Il fatto è che la legge ribadisce l’uguaglianza tra docenti precari e gli insegnanti di ruolo e allora finiscono per scattare i risarcimenti a carico del Miur: il paradosso è che l’amministrazione centrale avrebbe speso molto di meno, stabilizzando i docenti precari.

‘Allo Stato conviene mantenere più di 100mila supplenti’

Il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, sottolinea come il tutto nasca ‘da un organico finto volutamente tenuto in piedi dalla macchina amministrativa italiana per risparmiare soldi pubblici a danno del personale, ma prima ancora degli allievi in formazione. La verità è che allo Stato conviene continuare a mantenere più di 100 mila posti nello stato di precarietà, perché non assegna a docenti e Ata le mensilità di luglio e agosto, oltre agli scatti stipendiali e tutto quello che ne consegue’.

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Anief, ‘Trasformare l’organico di fatto in organico di diritto e riaprire le Gae’

‘Ecco perché – continua Pacifico – ai supplenti deve essere riconosciuta l’anzianità di servizio e tutto il resto. Ma poiché questo non avviene, sempre più insegnanti, anche passati di ruolo, ricorrono contro le condizioni professionali a cui sono stati costretti dallo Stato, il quale è sempre più spesso condannato a risarcimenti cospicui per l’abuso dei contratti a termine. Per mettere la parola fine a questa assurdità comunque un sistema c’è ed e quello di trasformare l’organico di fatto in organico di diritto e contemporaneamente riaprire le GaE: in tal modo, quei posti si renderebbero utili, anziché attendere il termine dei prossimi concorsi pubblici, straordinari e ordinari, che prima di diversi anni non potranno portare al ruolo alcun insegnante’.
Non si riesce a comprendere come il Ministero dell’Istruzione continui a rimanere fermo sulla propria posizione e non si muova.