Scuola, inchiesta 'Diplomat': 110 indagati per diplomi falsi, 300mila euro in una scatola di scarpe

Una vicenda vergognosa quella che arriva dalla Sicilia. Il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha descritto i particolari della cosiddetta inchiesta ‘Diplomat’, che ha riguardato 4 scuole paritarie siciliane, accusate di ‘vendere’ diplomi: si tratta dell’istituto Pirandello e dell’Alessandro Volta di Canicattì, dell’istituto Pirandello di Licata e dell’istituto San Marco di Acireale.

Scuola, inchiesta ‘Diplomat’ in Sicilia, 110 indagati: coinvolti insegnanti, dirigenti scolastici e personale di segreteria

‘Siamo in presenza di una vera e propria organizzazione a delinquere dove ognuno aveva un ruolo ben preciso nella vendita dei diplomi – ha raccontato Luigi Patronaggio – Gli alunni e i loro genitori, al momento, non sono indagati. Nella lista dei 110, a cui stiamo notificando l’avviso di chiusura dell’inchiesta, ci sono pubblici ufficiali in servizio nelle scuole. Si tratta di insegnanti, dirigenti scolastici e personale di segreteria. Studenti e genitori – ha aggiunto il procuratore capo di Agrigento – sono stati interrogati come persone informate dei fatti ma è chiaro che sapevano di avere beneficiato di lezioni false, di esami truccati e altro. Quindi la loro posizione è al vaglio’.

L’ex deputato regionale e dirigente scolastico, Gaetano Cani, come riportato dal giornale ‘Il Fatto Quotidiano’, si è visto sequestrare dalla Guardia di Finanza una somma pari a 300mila euro in contanti, messa in una scatola di scarpe. Ai 110 indagati sono stati contestati numerosi reati tra cui, l’associazione a delinquere, la rivelazione del segreto di ufficio e l’abuso di ufficio, oltre al falso commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico.

‘Tutto avveniva con grande sfrontatezza’

‘L’attività scolastica era del tutto fittizia – hanno aggiunto il colonnello Giorgio Salerno e il maggiore Luigi De Gregorio – niente lezioni e niente interrogazioni. Risultava solo sulla carta perché gli studenti pagavano consistenti quote di iscrizione. Quando si doveva fare i conti con le commissioni di esami esterne, si faceva in modo di risolvere la questione comunicando prima le domande e dando in anticipo i temi delle prove scritte. Tutto avveniva con grande sfrontatezza’. I reati contestati ai 110 indagati sono, a vario titolo, l’associazione per delinquere, il falso commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico, la rivelazione del segreto di ufficio e l’abuso di ufficio.

Potrebbe interessarti:  Violenza nelle scuole della Sardegna: insegnante aggredita da alunni